GROSSETO. Il continuo aumento del costo dei carburanti, in particolare del diesel, torna a preoccupare il settore dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Confartigianato Trasporti Grosseto, che sottolinea come anche variazioni minime dei prezzi possano avere conseguenze pesanti sulla sostenibilità economica delle imprese del comparto.
Il carburante pesa fino al 35% dei costi
Il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di costo per le aziende dell’autotrasporto e incide mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta. In queste condizioni, anche un aumento di pochi centesimi al litro può tradursi rapidamente in migliaia di euro di spese aggiuntive per ogni mezzo pesante.
Un camion percorre mediamente circa 100mila chilometri l’anno, con un consumo che si aggira attorno a un litro ogni tre chilometri. In un contesto come quello attuale, caratterizzato da forti tensioni sui mercati energetici e da dinamiche internazionali instabili, i rincari rischiano quindi di incidere in modo significativo sull’equilibrio economico delle imprese del settore.
L’allarme di Confartigianato
Secondo Confartigianato è necessario intervenire con strumenti efficaci per contrastare le speculazioni sui prezzi e garantire maggiore stabilità al settore.
«Il caro carburanti continua a rappresentare una delle principali criticità per le imprese dell’autotrasporto – afferma Mauro Squarcia, presidente di Confartigianato trasporti Grosseto – Anche piccoli aumenti hanno un impatto molto forte sui bilanci delle aziende, perché i margini sono già estremamente ridotti e il costo del carburante pesa in maniera determinante sull’attività quotidiana».
«Servono misure concrete – conclude – per monitorare l’andamento dei prezzi e sostenere le imprese, evitando che i continui rincari mettano ulteriormente in difficoltà un comparto fondamentale per l’economia e per il funzionamento della filiera produttiva».
L’adeguamento dei prezzi nei contratti
L’associazione ribadisce inoltre l’importanza di applicare correttamente nei contratti di trasporto la clausola di adeguamento dei corrispettivi al costo del carburante, uno strumento previsto dalla normativa ma ancora troppo spesso disatteso, soprattutto nei rapporti contrattuali non formalizzati.
«È fondamentale – dice Squarcia – che nei contratti venga rispettato l’adeguamento dei prezzi al costo del carburante, facendo riferimento ai valori indicativi pubblicati dal Ministero. Solo così è possibile garantire condizioni più eque e sostenibili per le imprese dell’autotrasporto».



