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Cardiologia a rischio a Piombino, scontro in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione

Mozione approvata solo dalla maggioranza, opposizione astenuta: divisioni su dati sanitari e richiesta di unità per il futuro dell’ospedale
L'ospedale Villamarina e Mario Atzeni
L’ospedale Villamarina e Mario Atzeni

PIOMBINO. La cardiologia dell’ospedale di Piombino torna al centro del dibattito politico. Dopo le preoccupazioni sul futuro del reparto e le richieste di chiarimenti alla Asl, in consiglio comunale si è consumato uno scontro tra maggioranza e opposizione, con versioni opposte su quanto accaduto e sulle responsabilità della mancata unità.

Al centro della vicenda, il destino della cardiologia dell’ospedale ospedale Villamarina, presidio di riferimento per la Val di Cornia.

La mozione della maggioranza: «Serve un intervento urgente»

Secondo quanto riferito dal presidente del consiglio comunale Mario Atzeni, nell’ultima seduta la maggioranza ha presentato una mozione sul futuro della cardiologia, approvata con i soli voti dei consiglieri di maggioranza.

Con l’atto, è stato chiesto all’assessore regionale competente una verifica urgente della situazione sanitaria della Val di Cornia, la presenza in III commissione per riferire sulle prospettive della sanità territoriale, la nomina di un direttore di unità operativa per l’ospedale di Piombino, un organico medico adeguato e l’attivazione di una sala di emodinamica, ritenuta strategica per garantire servizi adeguati ai cittadini

È stata inoltre sollecitata la convocazione di un consiglio comunale monotematico sulla sanità, con la partecipazione dell’assessore regionale.

Atzeni sottolinea come, su un tema così delicato, si auspicava una convergenza ampia «nell’interesse esclusivo della città». Il Partito Democratico, invece, non ha sostenuto la mozione.

Il presidente del consiglio comunale evidenzia anche che, a quasi venti giorni di distanza, non è arrivata risposta all’invito formale rivolto alla direttrice generale della Asl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, a intervenire in III commissione. «Continuiamo ad attendere un riscontro – è la posizione espressa – convinti che il confronto istituzionale sia un dovere nei confronti della comunità di Piombino».

La versione dell’opposizione: «Abbiamo cercato l’unità»

Di segno opposto la ricostruzione delle forze di opposizione. Nel consiglio comunale del 27 febbraio, spiegano, maggioranza e Partito Democratico avevano presentato due distinti ordini del giorno sulla necessità di rafforzare il presidio ospedaliero e garantire la piena funzionalità della cardiologia, sollecitando un intervento della Regione Toscana e del ministero della salute.

L’opposizione sostiene di aver proposto un documento unico e condiviso, capace di rappresentare l’intero consiglio comunale su una questione di interesse generale come la salute dei cittadini.

Nel confronto, affermano, sarebbero state accettate tutte le modifiche proposte dalla maggioranza, chiedendo soltanto di eliminare due passaggi ritenuti non sufficientemente verificati: il riferimento alla mancanza di notizie sui sette cardiologi annunciati mesi fa e alla previsione che il concorso sarebbe andato deserto e l’affermazione secondo cui oltre l’80% dei casi di IMA nel territorio non sarebbe trattato nei tempi salva-vita previsti dai protocolli internazionali

Secondo l’opposizione, la richiesta di espungere quei paragrafi era motivata da «prudenza e rigore», trattandosi di dati sanitari sensibili che richiederebbero verifiche puntuali.

La maggioranza, però, avrebbe respinto la proposta di mediazione. Ne sarebbero così scaturiti due ordini del giorno distinti: quello della maggioranza approvato con l’astensione delle opposizioni, e quello dell’opposizione bocciato.

«È legittimo chiedersi chi abbia davvero cercato l’unità», sostengono i gruppi di minoranza, ribadendo di aver scelto «la strada del dialogo e della responsabilità istituzionale».

Sanità e territorio, il nodo politico

Al di là delle reciproche accuse, resta il nodo centrale: il futuro della cardiologia a Piombino e il rafforzamento dei servizi sanitari in Val di Cornia.

La richiesta condivisa, almeno nelle dichiarazioni, è quella di un intervento delle istituzioni regionali e di un confronto pubblico e trasparente. Ma sul metodo e sui contenuti si consuma una frattura politica che rende evidente quanto il tema della sanità sia diventato terreno di scontro.

Mentre si attende una risposta ufficiale da parte della direzione Asl e della Regione, la discussione resta aperta. Sullo sfondo, la preoccupazione dei cittadini per un reparto considerato strategico in un territorio distante dai grandi centri ospedalieri.

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