PIOMBINO. Esiste un filo rosso che lega le coste della Val di Cornia alle alture dell’Isola d’Elba, passando per le aule di formazione e i tavoli della negoziazione sindacale.
È il concetto di “presenza“, quello che la segreteria regionale dell’Usic (Unione Sindacale Italiana Carabinieri) sta mettendo in campo nelle ultime settimane per tutelare non solo i diritti dei militari dell’Arma, ma la sicurezza stessa della comunità .
Soccorso e solidarietà : il corso Blsd a Campiglia
Il 31 marzo scorso, la sede della confraternita di Misericordia di Campiglia Marittima è diventata un centro nevralgico di prevenzione, dove si è tenuto un corso Blsd per operatore laico, volto all’abilitazione all’uso del defibrillatore. L’iniziativa, promossa da Giovanni Erente consigliere regionale Usic con delega per la provincia di Livorno e la litoranea sud, ha visto la partecipazione di carabinieri e dei loro familiari.
In un gesto di apertura istituzionale, il corso è stato offerto a tutti i colleghi, indipendentemente dall’iscrizione al sindacato.
«Soccorrere e salvare è patrimonio condiviso tra chi ha scelto di servire il Paese» – ha dichiarato Erente, sottolineando come la formazione tecnica sia un bene collettivo. Al termine della giornata, sotto la guida dei volontari Sara e Irene, i partecipanti hanno ricevuto il certificato di abilitazione, rendendo il territorio più sicuro in caso di emergenze cardiache.

Tra istituzioni e territorio: da Rio a Piombino
Lo scorso 27 marzo, Erente era presente all’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri di Rio, sull’Isola d’Elba.
Una cerimonia istituzionale di rilievo, che ha visto sul palco figure di primo piano: il generale Aldo Iacobelli, comandante interregionale, il generale Pierluigi Sollazzo, comandante della Legione Toscana; il prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi; il questore Giusy Stellino e il vescovo Carlo Ciattini, che ha poi impartito la benedizione ai locali della nuova struttura.
Un’occasione che Erente ha saputo cogliere anche come momento di dialogo diretto con le autorità militari presenti: perché il sindacato, per USIC Toscana, non è solo tutela contrattuale, ma interlocuzione costante con chi comanda sul campo.
La battaglia che non si può perdere: non lasciare Piombino
Ciò che oggi merita attenzione assoluta è la situazione della caserma di Piombino, un presidio che la comunità non può permettersi di perdere.
Le sue condizioni richiedono interventi seri e non più rinviabili, e le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane potrebbero avere conseguenze pesanti: non solo per i cittadini che in quella caserma trovano un punto di riferimento per la sicurezza del territorio, ma anche per i colleghi e le loro famiglie.
Qualora si optasse per soluzioni di ripiego, trasferimenti in caserme limitrofe, dislocazioni in altre sedi, i carabinieri interessati si troverebbero a sostenere costi di spostamento significativi, con ricadute economiche concrete sul bilancio familiare di chi già serve lo Stato con dedizione e sacrificio.
La posizione di Usic Toscana è netta: non lasciare Piombino, tutelare il benessere del personale.
La segreteria regionale continua a operare come mediatrice attiva tra le istanze dei rappresentati USIC e il Comando, con l’obiettivo di garantire che nessuna soluzione al ribasso venga accettata senza che la voce dei carabinieri e del territorio sia stata ascoltata fino in fondo.
Un sindacato moderno: formazione e tutele
Quello che emerge è il ritratto di un’organizzazione, guidata a livello nazionale da Antonio Tarallo e in Toscana da Espedito Longobardi, che punta sulla crescita professionale. Oltre alla tutela legale e assicurativa, Usic offre ai propri iscritti una vasta gamma di corsi gratuiti: dalla criminologia forense alla guida sicura in emergenza, fino alle indagini sull’omicidio stradale e allo studio delle lingue straniere.
La battaglia per la caserma di Piombino e l’impegno per la formazione a Campiglia dimostrano che la sanità e la sicurezza territoriale non sono compartimenti stagni, ma pilastri di una stessa missione: la tutela di chi serve lo Stato e, di riflesso, di tutta la cittadinanza.