Capodanno, parla Viska: «Ci abbiamo messo il cuore, la gente c'era» | MaremmaOggi Skip to content

Capodanno, parla Viska: «Ci abbiamo messo il cuore, la gente c’era»

Klaudio Viska, organizzatore del Capodanno, interviene sulla serata: «Fatto un miracolo con quel budget. E facendo lavorare i grossetani. Alle 22,40 piazza piena»
Un momento della serata di Capodanno in piazza Dante
Un momento della serata di Capodanno in piazza Dante

GROSSETO. «Ci abbiamo messo l’anima e il cuore». Klaudio Viska, organizzatore del capodanno in piazza Dante, interviene dopo le critiche e il confronto con Siena, dove l’Amministrazione ha speso qualcosa come 700mila euro, a fronte dei 55mila di Grosseto.

Una risposta che mette al centro numeri, lavoro, filiera locale e indotto.

«Hanno lavorato 83 persone, quasi tutte grossetane»

«All’inizio erano 75, poi siamo arrivati a 83 lavoratori, praticamente tutti grossetani – spiega Viska –. Abbiamo dato spazio ai ragazzi del territorio, a chi da anni lavora nella musica e nello spettacolo».

Un evento costruito quasi interamente con professionisti locali: artisti, tecnici, service audio-luci, allestitori e operatori.

«Abbiamo investito su service del posto: Barbagli, Av95 e altre realtà locali. La scenografia era qualcosa di mai visto prima in piazza Dante».

Piazza piena entro i limiti: «Capienza raggiunta, ingressi bloccati»

Secondo l’organizzatore, il punto di massima affluenza è stato raggiunto già alle 22.40.

«C’era il mondo. La capienza era di 3.000 persone per motivi di sicurezza, ma la piazza era completamente piena. Alle 22,40 c’erano file fino a Carducci e Ricasoli, e molte persone non sono potute entrare perché la questura ha bloccato gli accessi».

Viska stima una presenza complessiva tra 3.000 e 4.000 persone nell’arco della serata.

Ristoranti pieni, hotel e b&b sold out

L’effetto sull’economia cittadina è uno dei punti più sottolineati.

«Ristoranti pieni, aperitivi pieni, alberghi e b&b tutti pieni. Solo la nostra organizzazione ha prenotato oltre 100 posti letto per artisti e staff arrivati da fuori».

Un indotto che, secondo l’organizzatore, ha portato un ritorno concreto alle attività del centro storico.

«Con pochi soldi abbiamo fatto un miracolo»

Il budget ridotto non viene negato, anzi.

«Il cachet era molto basso, ma con quei pochi soldi abbiamo fatto un miracolo. Se ci fosse stato il triplo o il quadruplo del budget, avremmo potuto portare artisti di primissimo piano. Ma in base alle risorse disponibili, abbiamo costruito il miglior evento possibile».

«Dispiace leggere che non c’era gente»

Il passaggio più emotivo è legato all’impatto delle critiche. «Dispiace leggere che “non c’era nessuno”, perché fa male a chi ci ha lavorato. I ragazzi mi hanno scritto, ci sono rimasti male. Ci abbiamo messo il cuore, davvero». 

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