CAMPIGLIA MARITTIMA. La notte di San Silvestro è ormai alle porte e il territorio della Val di Cornia si spacca sulla gestione dei fuochi d’artificio. Se da una parte il sindao di San Vincenzo sceglie la linea dura del divieto, dall’altra la sindaca di Campiglia Marittima preferisce puntare sulla responsabilità individuale dei cittadini.
San Vincenzo: tolleranza zero
Il sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci, ha firmato oggi l’ordinanza numero 33, che resterà in vigore dal 29 dicembre 2025 fino al 7 gennaio 2026. Il provvedimento è netto: su tutto il territorio comunale vige il divieto assoluto di accensione e lancio di articoli pirotecnici con effetto di scoppio, come petardi, razzi e mortaretti.
L’obiettivo dichiarato è triplice: tutelare la sicurezza delle persone, garantire la quiete pubblica e proteggere il benessere degli animali, spesso vittime di traumi legati alle esplosioni.
- Cosa è permesso: Esclusivamente i prodotti con solo effetto luminoso o colorato, rigorosamente privi di scoppio.
- Le sanzioni: Per chi trasgredisce, le multe sono pesantissime e possono arrivare fino a 3.500 euro
Piombino, botti vietati 364 giorni all’anno, non stasera
Diverso il caso di Piombino, dove il sindaco Francesco Ferrari, vieta i botti ogni giorno dell’anno meno che stasera. La scelta è disciplinata da un’ordinanza, che avrebbe corso il rischio di essere impugnata dalle case produttrici dei botti stessi, se il divieto fosse stato totale. Ma c’è comunque l’appello al senso di responsabilità. E in piazza si andrà con “esplosioni” di colore.
Campiglia Marittima: L’appello alla responsabilità
Di segno opposto la scelta di Alberta Ticciati, sindaca di Campiglia Marittima. Nel comune non scatterà alcun divieto formale, ma un forte richiamo al senso civico. Ticciati ha infatti scelto di non emettere ordinanze restrittive, affidandosi invece alla maturità della cittadinanza.
In linea con le disposizioni prefettizie, la sindaca invita a una “gestione responsabile e consapevole” della tradizione.
L’appello è quello di evitare l’uso di fuochi nei pressi di luoghi sensibili o in presenza di animali, privilegiando il rispetto reciproco. L’idea è quella di preservare una consuetudine festiva cercando di conciliarla con il benessere collettivo, senza ricorrere a imposizioni amministrative.
Mentre a San Vincenzo il rischio di sanzioni da migliaia di euro farà da deterrente, a Campiglia sarà il “buon senso” a essere messo alla prova. In entrambi i casi, l’invito comune resta quello di vivere le festività evitando incidenti e tutelando chi, come gli animali domestici e selvatici, subisce passivamente il frastuono dei festeggiamenti.
«Invitiamo tutti al rispetto delle regole per vivere le festività in sicurezza» conclude la nota del Comune di San Vincenzo, ricordando che la prudenza non deve mai far festa.