SAN VINCENZO. Il futuro della rete elettrica nazionale passa per il litorale di San Vincenzo, ma non senza sollevare polveroni.
In località La Torraccia, i lavori per il Sacoi 3, il mastodontico progetto di Terna di rinnovo del collegamento sottomarino tra Sardegna, Corsica e penisola italiana procedono a ritmo serrato, finendo però sotto la lente d’ingrandimento delle polemiche locali per l’impatto visivo e strutturale dei cantieri.
Il nuovo cavo porterà la potenza fino a 400 MW, raddoppiando l’attuale capacità attraversando circa 450 chilometri di fondale, fino ad una profondità di mille metri sotto il livello del mare.
Il Sacoi 3 è considerato una delle opere più strategiche del Mediterraneo per la sicurezza energetica. Si tratta di un collegamento in corrente continua ad alta tensione, High Voltage Direct Current. Questa tecnologia è la più efficiente per trasportare grandi quantità di energia su lunghe distanze sottomarine, riducendo drasticamente le dispersioni di elettricità rispetto alla corrente alternata tradizionale.
Sicurezza e tutela: le “mura” contro il mare

In questi giorni, l’attenzione dei residenti e dei frequentatori della costa si è concentrata sulle imponenti paratie metalliche installate a ridosso della battigia ed i camion che continuano ad attraversare la duna carichi di materiale. Si tratta di attività indispensabili per la preparazione dell’approdo del cavo marino.
Queste strutture non sono permanenti: la loro funzione è duplice. Da un lato servono a garantire la sicurezza degli operai durante le operazioni di scavo, dall’altro hanno il compito cruciale di proteggere l’area di cantiere dal moto ondoso, evitando che le mareggiate invernali possano danneggiare i lavori o, peggio, causare un’erosione incontrollata del sedime costiero durante le operazioni.
Polemiche sullo stato di avanzamento
Nonostante la natura strategica dell’opera, definita fondamentale per la stabilità della rete elettrica nazionale e per la transizione energetica, le polemiche non sono mancate. Al centro delle critiche c’è lo stato di avanzamento dei cantieri e il timore che il paesaggio della Torraccia possa restare ostaggio dei lavori a lungo.
Tuttavia, il cronoprogramma sembra parlare chiaro. L’obiettivo attuale è completare la fase più invasiva sul bagnasciuga per poi procedere con le fasi successive del rinnovamento dell’elettrodotto esistente, che sostituirà il vecchio impianto risalente agli anni ’60.
La promessa: «Litorale libero per l’estate»

La preoccupazione principale, riguarda la fruibilità della spiaggia. Su questo punto, le rassicurazioni sono nette: le paratie e le recinzioni di cantiere verranno rimosse prima dell’inizio della stagione estiva.
Per quanto riguarda la tutela ambientale, Terna si è impegna al ripristino completo delle aree interessate, riportando il litorale al suo stato originale per consentire la normale attività balneare e la fruibilità della spiaggia.
La Toscana è lo snodo energetico mediterraneo, ma il successo dell’opera a livello locale dipenderà , come sempre, dal rispetto dei tempi e dalla cura con cui la “ferita” sulla spiaggia della Torraccia verrà rimarginata.