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Cantiere senza fine, cade nelle reti abbandonate

La donna è scivolata sul materiale abbandonato dalla ditta che sta facendo i lavori alla stazione: polemica sulla data di fine del cantiere
Il cartellone con la data di fine lavori e il sottopasso della stazione ferroviaria
Il cartellone con la data di fine lavori e il sottopasso della stazione ferroviaria

FOLLONICA. Lo scorso martedì 26 agosto, una donna è caduta mentre passava dal sottopassaggio della stazione ferroviaria, inciampando nelle reti rosse di plastica utilizzate dalla ditta che lavora al cantiere della Rete Ferroviaria Italiana (ex Ferrovie dello Stato).

A raccontarlo un cittadino che, come lei, utilizza il sottopasso più volte al giorno. «La signora, che ho aiutato a rialzarsi, non ha voluto chiamare i soccorsi perché dice si è fatta solo qualche graffio e qualche livido – spiega – che forse comparirà nei prossimi giorni; rimane però un fatto assurdo ed è che questi lavori non siano ancora finiti».

Un cantiere infinito e poco controllato

Lo stesso cittadino ci ha fatto anche notare come il limite di 255 giorni previsti per la durata dei lavori (indicato nel cartello affisso al cantiere) sia già stato ampiamente superato e che il disagio per i cittadini sta, in due parole, crescendo di giorno in giorno.

«Questo sottopasso è strategico per Follonica – sottolinea – perché oltre ad unire un quartiere al centro della città ha un grande parcheggio utilizzato dai turisti e dai pendolari che ogni giorno utilizzano prendono il treno o il pullman per andare a lavoro. Mettiamoci poi che siamo in agosto e la stazione avrebbe dovuto essere pronta ad accogliere i turisti, magari incentivando gli spostamenti alternativi all’auto privata. Al contrario purtroppo è tenuta male e quindi non è affatto accogliente».

Il problema delle reti

Ma non solo: sempre a detta del signore che frequenta giornalmente la stazione, «a cavallo del Ferragosto il cantiere è stato abbandonato». «Sulle pareti del sottopasso – spiega l’uomo – erano state installate delle armature in acciaio che credo serviranno all’appoggio della successiva e definitiva copertura. Per proteggere il lavoro cominciato, hanno messo delle reti di plastica rossa a protezione. Peccato che questa rete è stata strappata probabilmente dal vento dell’ultima burrasca e quindi giace pericolosamente per terra; è proprio lì che la signora è caduta stamattina. Ma perché non c’è stato nessun immediato sopralluogo ed un intervento da parte di qualcuno? Era ovvio che prima o poi qualcuno ci cascasse, soprattutto con il grande passaggio di gente di questo periodo. Invece chi passa deve fare lo slalom per evitare le lunghe reti serpeggianti».

Quel qualcuno è senza dubbio Ferrovie dello Stato, dal momento che stiamo parlando di una sua proprietà; abbiamo così deciso di rivolgere quelle stesse domande all’addetto stampa della Rete Ferroviaria Italiana.

La parola di Rfi: «Reti strappate dai vandali»

In breve, «per quanto riguarda il superato tempo dei 255 giorni di lavori, quel dato era solo una previsione fatta nel momento della stesura del progetto. Nonostante questo i lavori alla stazione sembrano rientrare nella tempistica prevista per gli interventi di questo genere». A parlare è Rfi

La rete invece potrebbe non essere stata strappata dal vento, quanto piuttosto danneggiata da un atto vandalico. I tecnici di Ferrovie sono infatti convinti che una rete come quella, costituita da una plastica particolarmente resistente ed a maglie così larghe non possa essere danneggiata da nessun vento, nemmeno da quello più forte. Detto questo, si adopereranno comunque per rimuoverla il prima possibile.

I rallentamenti dei lavori sono esclusivamente dovuti alla mancanza dei materiali che i progettisti hanno individuato per la realizzazione del progetto. In quanto alla signora caduta, piena disponibilità a qualunque eventuale pratica di richiesta danni.»

 

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