Campane a festa per Gioele: il paese abbraccia il figlio di Matteo, morto a 29 anni | MaremmaOggi Skip to content

Campane a festa per Gioele: il paese abbraccia il figlio di Matteo, morto a 29 anni

Alla nascita del bambino, le campane della chiesa di San Paolo della Croce suonano a festa. Un gesto carico di emozione per ricordare Matteo Legler e stringersi alla compagna Ginevra
Matteo Legler

PORTO ERCOLE. Le campane di Porto Ercole hanno rotto il silenzio del primo pomeriggio con un suono più intenso del solito. Alle 13.35 di sabato 24 gennaio a Grosseto, è nato Gioele. Un momento atteso, sentito, condiviso da un intero paese che, poco più di un mese fa, aveva salutato tra le lacrime suo padre, Matteo Legler.

Matteo, giovane direttore sportivo del Porto Ercole, non aveva ancora trent’anni. La sua morte improvvisa, avvenuta su un campo di calcetto, aveva sconvolto la comunità. Gioele è arrivato un mese dopo quella che sarebbe stata la data del compleanno del padre, diventando fin da subito un simbolo di continuità e speranza.

Il gesto del parroco e il messaggio per il futuro

Per questo don Adorno Della Monaca, parroco della chiesa di San Paolo della Croce, ha deciso di far suonare le campane a festa e di registrare un video, poi condiviso con la famiglia. Un gesto semplice, ma carico di significato, per far sentire la vicinanza del paese alla compagna di Matteo, Ginevra, e al neonato.

«Da 24 anni, ogni volta che nasce un bambino a Porto Ercole, le campane suonano a festa», spiega don Adorno. «Gioele, quando sarà grande, dovrà sapere che il suo paese ha fatto festa per lui nel giorno della nascita, così come aveva salutato suo babbo poco tempo prima, con tutta la comunità presente».

Nel ricordo ancora vivo di quei giorni difficili, la nascita di Gioele ha acceso una luce diversa. «In quella festa piena di dolore si guardava già a lui, si aspettava la gioia che oggi finalmente è arrivata», racconta il parroco.

Nel messaggio rivolto idealmente al bambino, don Adorno aggiunge parole che raccontano il senso profondo di quel gesto: «Quando vedrai questo video, sappi che Porto Ercole è una famiglia. Rendici orgogliosi di avere un figlio come te».

Un suono di campane che, per una volta, ha unito il ricordo e il futuro.

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