PIOMBINO. La cagnolina Nina è viva, ma il percorso di recupero è ancora lungo. Dopo l’aggressione avvenuta a Baratti, le sue condizioni restano delicate, mentre prosegue l’inchiesta aperta dalla procura.
A fare il punto è l’avvocata Rosy Di Falco, che assiste Giovanna, la proprietaria della cagnolina.
Nina operata, salvata una zampa
Nina è stata sottoposta a un intervento chirurgico delicato, necessario dopo le gravi ferite riportate.
«Rischiava di perdere una zampa, ma per fortuna è stata salvata», spiega l’avvocata.
La cagnolina è rimasta ricoverata in clinica per circa venti giorni e, anche se le condizioni sono migliorate, non è ancora completamente guarita.
Continua infatti a zoppicare e dovrà affrontare un percorso di recupero.
Ferita anche la padrona
Durante l’aggressione è rimasta ferita anche Giovanna, che ha cercato di difendere la sua cagnolina.
La donna si è fatta medicare al pronto soccorso per una ferita alla mano, provocata dal morso di uno dei due cani aggressori.
Si tratta di due Amstaff (simili ai pitbull), di colore nero e bianco.

«I cani erano liberi»
Secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, Nina era regolarmente al guinzaglio al momento dell’aggressione.
«Giovanna aveva la cagnolina al guinzaglio quando sono comparsi i due cani, liberi. Uno, in particolare, l’ha aggredita», racconta l’avvocata.
Una scena improvvisa e violenta, che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.
Determinante l’intervento dei passanti
A evitare il peggio sarebbe stato l’intervento di due giovani presenti in zona.
«Solo grazie a un ragazzo e una ragazza che erano lì si è riusciti a fermare l’aggressione», aggiunge Di Falco.
Un aiuto decisivo in un momento di grande tensione.
Indagine in corso della procura
Dopo l’episodio, Giovanna ha presentato denuncia alla polizia locale.
Da qui è partita un’indagine che è ora nelle mani della procura e che è tuttora in corso.
«Non posso ancora accedere al fascicolo, ma tutelerò Giovanna sia in sede penale che civile», spiega l’avvocata.
L’appello: «Chi sa qualcosa ci contatti»
L’obiettivo è fare piena chiarezza sulla vicenda.
Per questo, l’avvocata lancia un appello:
«Vogliamo giustizia per Nina. Chi ha visto qualcosa o sa qualcosa ci contatti».
Un invito rivolto a chiunque fosse presente a Baratti quel giorno e possa fornire elementi utili per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Una vicenda ancora aperta
Il caso resta quindi aperto, sia sul piano giudiziario che umano.
Da una parte le indagini, dall’altra il recupero della cagnolina e le conseguenze per la proprietaria.
In attesa che venga fatta piena luce sui fatti.