BRACCAGNI. Soltanto pochi mesi fa, agli autori de Il Braccagni, blog che si occupa di mantenere viva la memoria e formare un archivio storico digitale di Braccagni e Montepescali, aveva raccontato il terribile bombardamento del 1944 sulla stazione della frazione. Bombardamento nel quale persero la vita la sorella 18enne di Morea, Anna, la suocera e fu gravemente ferita nonna Ebe.
Uno spaccato di storia che grazie alle parole di Morea, sopravvivrà alla sua morte, avvenuta ieri, lunedì 2 febbraio, all’età di 101 anni. Morea Pepi, storica figura del paese, per anni è stata anima del bar-ristorante alla stazione, conosciuto da tutti come “Il Bernasconi” o più semplicemente “da Morea”.
Una donna che ha attraversato quasi un secolo di storia, portando con sé memoria, lavoro, accoglienza e umanità. Un punto fermo per generazioni di braccagnini.
La testimonianza sul bombardamento del 1944
Il 22 luglio 2025 Morea Pepi era stata intervistata proprio dagli autori del Braccagni per raccogliere la sua testimonianza diretta sui bombardamenti americani del 1944, quando la stazione di Braccagni fu colpita durante la seconda guerra mondiale.
Morea, nata il 17 aprile 1925 a Sticciano, raccontò quei momenti drammatici con lucidità e dolore. «Gli americani iniziarono a bombardare la stazione per poi andare verso Grosseto. Io scappai verso il podere Vita Nova. Mia sorella Anna, mia suocera Lina e nonna Ebe rimasero in casa, poi per ripararsi scapparono verso il cimitero».
Una bomba colpì il fosso in cui si erano rifugiate. Anna Pepi, 18 anni, e Lina Noseda in Bernasconi, 54 anni, morirono sul colpo. Ebe Guarnieri in Vecchiatti, chiamata da tutti “nonna”, rimase ferita.
«Mia sorella ci volle del tempo per tirarla fuori. Nonna Ebe invece fu solo ferita», raccontò Morea. In quel bombardamento perse la vita anche Luigi Busoni, capostazione, oltre ad altri civili della zona.
Dalla guerra alla bottega: la nascita di “da Morea”
Fu proprio dopo quegli anni difficili che iniziò un’altra grande storia, quella del bar-locanda “Il Bernasconi”. Morea arrivò a Braccagni a soli 13 anni. La “nonna” Ebe, insieme a Franco Bernasconi, rilevò prima la bottega del Pieraccini e poi quella alla stazione del Monaci. Un’attività che nel tempo divenne bar, ritrovo, sala da biliardo, ristorante.
«Ho lasciato quella bottega a 55 anni, quando iniziarono a venirmi le vertigini», raccontava Morea, anche se in realtà quel luogo non l’ha mai davvero lasciato.
Quel bar, con il flipper e il biliardo, è stato per decenni un punto di riferimento per Braccagni. Un luogo di incontri, storie, confidenze.
L’ultimo saluto a Morea
Morea Pepi è stata, senza retorica, una bellissima persona. Una donna forte, gentile, profondamente legata alla sua comunità. I familiari possono esserne orgogliosi, così come tutta Braccagni, che oggi la saluta con commozione.
Morea quella bottega non l’ha mai lasciata: è rimasta nel cuore e nei ricordi di chiunque abbia varcato quella porta. Per tutti, resterà per sempre semplicemente “da Morea”.
I funerali si svolgeranno martedì 3 febbraio alle 14,30 nella chiesa di Braccagni.



