ORBETELLO. Ricostruire un’alternativa credibile, riportare fiducia nella politica e affrontare i problemi strutturali di Orbetello. È da qui che parte l’analisi di Valentino Bisconti, consigliere di opposizione e rappresentante della lista “Alternativa Orbetello”.
«La gente deve ritrovare fiducia nella politica, sia a livello nazionale che locale – dice –. Quello che è successo alle provinciali, con la nettissima vittoria di Limatola contro il sindaco di Orbetello, deve essere un punto di partenza».
Un segnale politico chiaro, secondo Bisconti, in vista delle prossime scadenze elettorali: «Dobbiamo costruire un cantiere in vista delle comunali del 2027. A Orbetello serve unire Pd, Avs, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle e i movimenti civici. Solo così si può lavorare davvero per il bene comune».
Un percorso che, secondo il consigliere, non riguarda solo Orbetello: «Lo stesso va fatto negli altri Comuni dove si vota: da Grosseto a Castiglione, da Manciano a Capalbio fino a Scansano. Non dimentichiamoci che si voterà anche in contemporanea con le politiche».
Porto di Talamone e concessioni: «Situazione in bilico»
Tra i temi più urgenti, per Bisconti, c’è il porto di Talamone.
«È un pezzo fondamentale dell’economia del Comune – spiega – e oggi ci troviamo con 19 concessioni in bilico e scadute».
Su questo punto, il consigliere torna anche alla recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha chiuso definitivamente la partita del porto turistico.
«Il Comune è in ritardo: serve subito una gara, anche temporanea»
È sul tema delle concessioni del porto di Talamone che Valentino Bisconti, consigliere di opposizione a Orbetello, alza il livello dello scontro politico dopo la sentenza del Consiglio di Stato.
«Qui c’è un problema serio che l’amministrazione sta sottovalutando – dice –. Le concessioni erano già arrivate a scadenza e la proroga tecnica è finita il 31 dicembre 2025. Il Comune avrebbe dovuto muoversi già da inizio anno, invece siamo a marzo e non c’è ancora una soluzione chiara».
Bisconti chiarisce subito la posizione: «Nessuno vuole mandare via gli operatori storici di Talamone, che rappresentano un pezzo fondamentale dell’economia locale. Ma proprio per questo serve dare certezze, non lasciare tutto in una zona grigia, dove i primi danneggiati sono proprio loro».
Secondo il consigliere, la strada è obbligata: «Serve una procedura trasparente. Anche una gara temporanea, ponte, per garantire la stagione. Ma non si può continuare senza un titolo chiaro, perché così si espongono gli operatori e il Comune a rischi enormi».
E aggiunge: «Questa situazione non nasce oggi. Era evidente da mesi che si sarebbe arrivati a questo punto, ma l’Amministrazione ha perso tempo inseguendo una procedura che oggi è stata definitivamente bocciata».
Concessioni scadute e proroga finita: cosa dice la sentenza
Il nodo sollevato dall’opposizione trova riscontro proprio nella sentenza del Consiglio di Stato, che non si limita a bocciare la procedura per il porto turistico, ma chiarisce anche il quadro delle concessioni attuali.
I giudici ricordano infatti che il Comune aveva disposto una proroga tecnica delle concessioni solo fino al 31 dicembre 2025, legandola direttamente alla procedura di riqualificazione del porto.
Ma quella procedura è stata ora annullata definitivamente. E proprio per questo, nella sentenza si evidenzia che, venuto meno quel percorso, viene meno anche il presupposto della proroga.
Inoltre, il Consiglio di Stato sottolinea che le concessioni per la nautica da diporto non rientrano nelle proroghe automatiche previste dalla normativa nazionale, rafforzando così il quadro di incertezza.
In sostanza, al momento, chi opera sul porto non avrebbe titolo per farlo in quelle aree.
Il nodo della stagione 2026
Si apre quindi una questione concreta: con la stagione turistica alle porte, serve un nuovo atto amministrativo che consenta agli operatori di lavorare in regola.
Ed è proprio su questo punto che si concentra l’attacco politico di Bisconti: «Il tempo delle attese è finito. Ora servono decisioni rapide e trasparenti per garantire la continuità delle attività e la sicurezza giuridica di tutti».
Una situazione che, dopo la sentenza, rischia di trasformarsi nel prossimo fronte caldo per il Comune di Orbetello.
Quindi il Comune, per evitare un vuoto amministrativo, deve fare uno di questi passaggi:
Bando temporaneo
È la strada più lineare: affidamento temporaneo; durata limitata; criteri pubblici e tutela della continuità del porto.
Questa soluzione è giuridicamente più forte perché rispetta i principi di concorrenza richiamati anche nella sentenza.
Proroga tecnica molto motivata
Più delicata, perché dopo questa sentenza una proroga semplice rischia di essere impugnata subito.
Il Comune dovrebbe spiegare: interesse pubblico urgente; assenza di tempo tecnico per il bando e anche una durata strettamente limitata.
Atto ponte in emergenza amministrativa
Per esempio un’autorizzazione provvisoria che consenta una gestione transitoria e limitata alla stagione.
Ma anche qui serve una motivazione forte.
Perché il bando oggi è quasi inevitabile
La sentenza del Consiglio di Stato insiste molto su trasparenza; par condicio e corretto confronto concorrenziale.
Questo significa che ogni soluzione troppo “diretta” a favore degli attuali concessionari rischia di saltare.
Le aree industriali: «Occasioni perse»
Bisconti allarga poi il ragionamento alle altre criticità del territorio.
«Ci sono le aree abbandonate, su tutte la Sitoco. Ma anche la Sipe Nobel e l’ex Aeronautica ad Albinia. Sono problemi che la destra, che governa Orbetello da 30 anni, non ha mai saputo affrontare».
E rivendica il lavoro fatto in passato dal centrosinistra: «Nei soli cinque anni di intermezzo con Monica Paffetti sindaca, grazie anche ad Annarita Bramerini in Regione, avevamo trovato 28 milioni per iniziare la bonifica della Sitoco. Sono stati capaci di perderli, senza neppure presentare un progetto».
Sanità e infrastrutture
Altro nodo è quello sanitario.
«L’ospedale, nato da vent’anni, sta già perdendo pezzi ed è rimasto periferico. Doveva essere realizzato alle Quattro strade per essere davvero un presidio di area. Ora va difeso, ma la situazione è critica».
Critiche anche sulla viabilità: «C’è il tema dell’Aurelia, su cui il Comune non si interessa. Eppure, quando e se la faranno, passerà nel cuore del territorio di Orbetello».
Laguna: «Un guscio vuoto senza risorse»
Infine, la laguna.
«Negli ultimi anni ha sofferto moltissimo – dice –, con Luca Minucci, ora in Regione, assessore all’ambiente. È stato fatto il consorzio, ma è un guscio vuoto: non ci sono i soldi. Solo per la struttura servono 500mila euro e il finanziamento annuo è di un milione. Con questi soldi non si comincia neppure, senza finanziamenti veri siamo punto e a capo».
E conclude: «Ci sarebbero da scavare almeno 50 centimetri di alghe. Servono cifre ben diverse. Magari andrebbe aperto anche un nuovo canale di scambio con il mare aperto, altrimenti non la salviamo mai dall’anossia e ogni due anni siamo punto e a capo. E poi smaltire le alghe, che bagnate pesano tantissimo, costa un sacco di soldi. A Patanella versa nel degrado l’impianto che avrebbe dovuto essiccarle, ma poteva essere una soluzione. Altra occasione persa».
«Il cosiddetto “progetto Lubello”, studio tecnico commissionato dalla Regione per contrastare l’eutrofizzazione della laguna, è rimasto negli anni un riferimento scientifico ma non si è mai tradotto in un piano operativo strutturato».
Cos’è il progetto Lubello per la laguna di Orbetello
Il cosiddetto “progetto Lubello” è uno studio tecnico elaborato dal professor Claudio Lubello dell’Università di Firenze, incaricato dalla Regione Toscana per analizzare le criticità della laguna di Orbetello e individuare possibili soluzioni.
Al centro del lavoro c’è il problema dell’eutrofizzazione, cioè l’eccessiva presenza di nutrienti che favorisce la proliferazione di alghe e la riduzione dell’ossigeno, alla base delle crisi cicliche della laguna.
Lo studio individua tre linee principali di intervento: migliorare il ricambio d’acqua con il mare, ridurre l’apporto di nutrienti e passare da una gestione emergenziale a una programmazione continua.
Negli anni il progetto è stato più volte richiamato nel dibattito politico e tecnico, ma non si è mai tradotto in un piano operativo strutturato e finanziato, rimanendo di fatto un riferimento scientifico più che un intervento concretamente attuato.
«Casamenti non è così al sicuro»
In chiusura, uno sguardo politico. «Ci sono tutte le condizioni per riportare il Comune al centrosinistra. Dopo quello che è successo alle provinciali, Casamenti si sente al sicuro. Io, al suo posto, non sarei così tranquillo».



