Biodiversità nel sistema bancario a 35 anni dalla legge Amato: «Serve approccio integrato» | MaremmaOggi Skip to content

Biodiversità nel sistema bancario a 35 anni dalla legge Amato: «Serve approccio integrato»

A Grosseto istituzioni, università e credito a confronto con Banca Tema e Polo Universitario Grossetano e il padre della legge 218 del 1990
I relatori al convegno

GROSSETO. Si è svolto venerdì 17 gennaio alla Fattoria La Principina di Grosseto, il convegno «Il valore della biodiversità nel sistema bancario. A 35 anni dalla legge Amato», promosso da Banca Tema in collaborazione con la Fondazione Polo Universitario Grossetano.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione sul ruolo strategico che biodiversità, sostenibilità ambientale e criteri ESG assumono oggi nelle politiche del sistema bancario e nello sviluppo economico del Paese. Al centro del dibattito anche il valore della pluralità degli istituti di credito – per forme giuridiche, modelli di business, dimensioni e finalità – a beneficio dei risparmiatori-investitori e della stabilità del sistema, a trentacinque anni dalla riforma che ha segnato una svolta storica per la finanza italiana.

I saluti istituzionali e il ruolo delle banche di territorio

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Gabriella Papponi Morelli, presidente della Fondazione Polo Universitario Grossetano, Francesco Carri, presidente di Banca Tema, Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, e Giuseppe Maino, presidente di BCC Banca Iccrea.

Tutti gli interventi hanno evidenziato l’importanza di un approccio integrato tra finanza, territorio, comunità e ambiente, sottolineando il ruolo delle banche di prossimità nel sostenere uno sviluppo economico attento al bene comune.

Il panel tra accademia, istituzioni e sistema finanziario

Il confronto è proseguito con un panel che ha visto la partecipazione di Roberto Di Pietra, rettore dell’Università degli Studi di Siena, Emilia Bonaccorsi di Patti del Dipartimento di stabilità finanziaria della Banca d’Italia, Elena Beccalli, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Ivan Faiella, coordinatore del Nucleo cambiamenti climatici e sostenibilità della Banca d’Italia, e Alessandro Azzi, presidente della Fondazione Tertio Millennio.

Nel corso degli interventi è emersa con forza la necessità di rafforzare il contributo del sistema finanziario alla transizione ecologica, valorizzando la biodiversità non solo come patrimonio naturale, ma anche come fattore economico, sociale e culturale, capace di generare sviluppo sostenibile e inclusivo.

Le conclusioni di Giuliano Amato

A moderare e concludere i lavori è stato Giuliano Amato, che ha richiamato l’attualità dei principi alla base della legge 218 del 1990, nota come legge Amato, e l’evoluzione delle responsabilità del sistema bancario di fronte alle sfide ambientali e globali contemporanee.

Il convegno ha confermato l’importanza del dialogo tra istituzioni, università e credito per affrontare le trasformazioni in atto e promuovere modelli di finanza sempre più attenti alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e del futuro delle comunità.

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