Baratti, falò abusivo in spiaggia: la segnalazione. Cosa rischia chi accende fuochi sull'arenile | MaremmaOggi Skip to content

Baratti, falò abusivo in spiaggia: la segnalazione. Cosa rischia chi accende fuochi sull’arenile

Fuochi in spiaggia a Baratti: scatta la protesta dei residenti. Scopri cosa prevede la legge e i rischi per chi accende falò
Uno scorcio di Baratti, nel riquadro il falò abusivo
Uno scorcio di Baratti, nel riquadro il falò abusivo

PIOMBINO. La bellezza del golfo di Baratti torna al centro delle cronache cittadine, questa volta non per la bellezza del litorale, ma per un episodio di inciviltà segnalato con forza da un residente sui canali social.

Un post, corredato da foto, ha denunciato l’accensione di un fuoco sulla spiaggia, riaccendendo, oltre al fuoco anche il dibattito sul rispetto del patrimonio naturale, sulla tutela ambientale e sulla sicurezza del posto.

La segnalazione

Il cittadino ha espresso il suo sconcerto per il residuo di legna, cenere e carboni rinvenuto sull’arenile, sottolineando il rischio di incendi. La denuncia digitale ha immediatamente raccolto decine di commenti indignati, sollecitando maggiori controlli.

Accendere fuochi in spiaggia non è solo un atto sconsiderato, ma una violazione punita severamente. Secondo il Regolamento sull’uso del demanio marittimo del Comune di Piombino, è tassativamente vietato:

  • Accendere fuochi o fare uso di fornelli di qualsiasi tipo sull’arenile,
  • Detenere materiali infiammabili o esplosivi in prossimità delle zone protette,
  • Abbandonare braci o rifiuti derivanti da combustione.

Le sanzioni per chi trasgredisce queste norme possono essere molto salate, con multe che partono da diverse centinaia di euro.

Regole ferree in tutta la Val di Cornia

La restrizione non riguarda solo Baratti. In tutta la Val di Cornia, da San Vincenzo a Campiglia Marittima, fino a Piombino, le ordinanze balneari e i regolamenti comunali sono concordi: la spiaggia è un bene comune da tutelare. In particolare, la vicinanza delle pinete e delle aree protette, come il Parco di Rimigliano o quello della Sterpaia, aggrava la posizione di chi accende falò, poiché aumenta esponenzialmente il rischio di incendio boschivo.

Oltre alle sanzioni comunali, nei casi più gravi può scattare la denuncia penale per danneggiamento di beni pubblici o per la violazione delle leggi nazionali sulla protezione del patrimonio paesaggistico.

 

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