PIOMBINO. Approvato il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) per l’intervento di difesa della falesia nei pressi della chiesina di San Cerbone contro l’erosione marina nell’area di Baratti.
Il tratto di costa, tra il promontorio di Piombino e Punta del Molino, è infatti interessato da un progressivo arretramento della linea di riva e da cedimenti della falesia dovuti agli eventi meteomarini più intensi. In alcuni punti il mare ha ormai ridotto sensibilmente la distanza dalla strada e dalle aree archeologiche retrostanti, rendendo necessario un intervento a tutela dell’area e del patrimonio storico-paesaggistico.
Baratti, un’area da tutelare
L’opera approvata dal comune di Piombino ha l’obiettivo di mettere in sicurezza la falesia costiera, i resti archeologici presenti nell’area retrospiaggia, la viabilità parallela alla costa e il paesaggio naturale del Golfo di Baratti.

«Baratti è un gioiello assoluto della nostra costa e va tutelato con la massima attenzione – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Marco Vita -. I recenti fenomeni erosivi legati al maltempo hanno reso evidente la necessità di intervenire rapidamente. Per questo l’Amministrazione attiva fin da subito un progetto specifico, mirato e compatibile con l’ambiente, per proteggere sia il patrimonio naturale sia quello storico e archeologico».
Bio gabbioni, un intervento a basso impatto ambientale
L’area interessata è una spiaggia pubblica appartenente al demanio marittimo.
Il progetto prevede opere radenti in ingegneria naturalistica, bio-gabbioni, analoghe a quelle già sperimentate con esito positivo tra il 2014 e il 2015 nello stesso tratto di costa.
Gli interventi comprenderanno la manutenzione delle opere esistenti, il prolungamento della protezione fino alla Fonte di San Cerbone, la difesa del tratto a sinistra della chiesina dove sono presenti resti del cimitero medievale e la protezione della porzione di costa più vicina alla strada.
I bio-gabbioni saranno realizzati con strutture naturali in fibra di cocco riempite con terra, sabbia e ghiaia e sostenute da pali di castagno infissi nel terreno. La scarpata retrostante verrà consolidata con bioreti e piantumazione di essenze autoctone come la tamerice.
Si tratta, quindi, di un intervento a basso impatto ambientale, pensato per stabilizzare la costa mantenendo l’equilibrio naturalistico del sito. L’importo complessivo dell’intervento è pari a oltre 214 mila euro.