GROSSETO. Un percorso di gravidanza, parto e post-parto vissuto non solo come esperienza sanitaria, ma come un vero cammino di crescita personale. È questo il senso della testimonianza che Shaira Di Filippo ha deciso di raccontare, spiegando quanto la sua esperienza all’ospedale Misericordia di Grosseto, sia stata più che positiva.
Una scelta non scontata, nata dal desiderio di dare voce a un’esperienza che definisce magnifica, soprattutto considerando una difficoltà di partenza importante: una fobia certificata degli aghi, che rendeva ogni prelievo mensile e l’idea stessa del parto fonte di forte ansia.
«La gravidanza era fortemente voluta – racconta – ma la paura legata agli aghi e alle procedure mediche mi metteva in grande agitazione. Ho chiesto aiuto alla direzione sanitaria e sono stata messa in contatto con Ida Tuccillo, coordinatrice della sala parto, che è diventata una presenza costante e fondamentale durante tutto il mio percorso».
Il grazie di Shaira e Nicola
Un supporto che non si è limitato a un singolo momento, ma che si è tradotto in attenzione continua, tempo dedicato e ascolto. Ogni mese, prima, durante e dopo i prelievi, ostetriche e infermiere hanno creato uno spazio sicuro e protetto, in cui affrontare e comprendere gradualmente una paura mai davvero accolta negli anni precedenti.
Accanto a questo lavoro emotivo, fondamentale anche la preparazione al parto. «Il personale del reparto e la ginecologa mi hanno spiegato tutto passo dopo passo – spiega la neomamma – Mi hanno mostrato le procedure, gli strumenti e anche cosa sarebbe potuto accadere. Familiarizzare con ciò che mi spaventava è stato decisivo per arrivare pronta a quel momento».
Durante il parto, il ruolo dell’ostetrica Arianna è stato centrale. «L’ostetrica mi ha capita e sostenuta in un momento così delicato – dice Shaira – Con parole di conforto, attenzione e motivazione continua».
Anche il post-parto Shaira lo ricorda con la presenza costante del personale: le ostetriche erano sempre presenti, sia su chiamata che per i controlli, accompagnando passo dopo passo l’inizio dell’allattamento, insegnando pratiche, massaggi e tecniche corrette, rispondendo a ogni dubbio o curiosità. Un lavoro condiviso anche con i pediatri, che hanno seguito il neonato durante la degenza.
«Per questo – concludono Shaira e il marito Nicola Santimaria – sentiamo il bisogno di ringraziare di cuore tutto il personale sanitario che ci ha accompagnati. Un lavoro fatto con cura, amore, dedizione, passione e attenzione continua, in un reparto tanto bello quanto delicato».





