GROSSETO. Sembrava una trattativa come tante tra privati: tremila euro il prezzo pattuito, duemila versati subito, il resto da corrispondere entro due o tre mesi.
Protagonista un 54enne grossetano, che dopo aver ritirato l’auto avrebbe però riscontrato una serie di problemi tecnici. Secondo quanto denunciato, il mezzo presentava difetti tali da richiedere più interventi di riparazione.
Per questo motivo l’uomo avrebbe deciso di non versare immediatamente i mille euro residui, ritenendo che le condizioni dell’auto non fossero quelle attese.
Il pestaggio sotto casa e le minacce
Quando ha capito che il saldo non sarebbe arrivato, Andi Sula, 37 anni, indicato come intermediario nella vendita, avrebbe deciso di affrontare direttamente l’acquirente.
Secondo l’accusa si è presentato sotto l’abitazione del 54enne insieme ad altre due persone. L’incontro è degenerato in un’aggressione violenta. Il 54enne è stato soccorso con frattura del setto nasale e diverse contusioni, con una prognosi di trenta giorni.
Nei giorni successivi sarebbero arrivate anche le intimidazioni: «Non finisce qui, io o altri verremo a cercarti» e ancora «Ti fulmino». Parole che hanno convinto la vittima a sporgere denuncia.
Il processo e la sentenza
Dal racconto del 54enne è nato il procedimento penale celebrato davanti al giudice Sergio Compagnucci. A processo sono finiti Andi Sula e il fratello, ritenuto uno dei presunti aggressori. Il terzo uomo non è mai stato identificato.
La decisione del tribunale è arrivata al termine dell’istruttoria: un anno di reclusione per Sula, con sospensione condizionale della pena e risarcimento del danno, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro. Il fratello è stato invece assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”.
I problemi all’auto prima della vendita
Nel corso del dibattimento è stata ascoltata anche la precedente proprietaria della Bmw. La donna ha riferito di aver segnalato difficoltà di accensione del veicolo, avvertendo che sarebbe stato opportuno intervenire prima di rimetterlo in commercio.
Un dettaglio che ha contribuito a ricostruire il contesto di una vicenda nata da una compravendita tra privati e sfociata in lesioni e minacce, con una condanna penale.



