PIOMBINO. Auto “cocciate”, specchietti divelti, parabrezza in frantumi e persino carrozzerie imbrattate di vernice o, peggio ancora, di sangue: la notte sembra essere diventata il terreno di gioco per ignoti che lasciano dietro di sé una scia di danni e frustrazione.
Non è più un episodio isolato, ma un bollettino che si aggiorna ogni mattina. Da fine estate, la città di Piombino sta facendo i conti con un’ondata di vandalismo che prende di mira i veicoli in sosta.
I danni in tutta la cittÃ
Non esiste una zona in particolare ad essere colpita. Il fenomeno è trasversale in ogni angolo della città . Dalle segnalazioni raccolte sui social, emerge un quadro inquietante che tocca via Anita Garibaldi, via XXV Aprile, via Trento e Trieste, fino ai parcheggi dei supermercati e del campo sportivo di Salivoli.
L’ultimo episodio, in ordine cronologico, è avvenuto proprio questa notte: un residente ha trovato la propria vettura, parcheggiata regolarmente in strada, completamente rigata da cima a fondo, probabilmente con una chiave.
Un gesto metodico e crudele, che ha attraversato l’intera fiancata, costringendo il proprietario a un preventivo di carrozzeria che peserà enormemente sul bilancio familiare. Un gesto puramente fatto a spregio nei confronti di un’auto che non presentava neanche un graffio.
La voce dei cittadini: tra rabbia e rassegnazione
Se le strade restano in silenzio durante la notte, la rabbia esplode sui social di giorno. I gruppi cittadini sono diventati il principale sfogo per le vittime.
«È uno schifo, in via XXV Aprile ci hanno rotto il vetro con un bastone – scrive un’utente, mentre un’altra fa eco da via Indipendenza: – L’altra volta la vernice, oggi questo, non li zappo i soldi per riparare la macchina!».
Il sentimento comune è quello di una profonda insicurezza.
Per chi non possiede un garage, ovvero la stragrande maggioranza dei residenti, parcheggiare sotto casa è diventato una sorta di ruota della fortuna, una scommessa con la sorte prima di andare a dormire. Il risveglio porta con sé non solo il danno materiale, ma anche l’amarezza di dover pagare di tasca propria: le assicurazioni spesso non coprono gli atti vandalici se non con polizze accessorie costose, motivo per cui non tutti ce l’hanno.
Così, i cittadini rimangono soli davanti a conti che possono superare spesso anche i mille euro.
Il paradosso delle denunce
Le statistiche ufficiali faticano a riflettere la gravità della situazione. Molti cittadini, scoraggiati, rinunciano a sporgere denuncia formale presso le forze dell’ordine: «Sono stata dai carabinieri ma hanno detto che devo rivolgermi all’assicurazione», commenta amaramente una vittima di atti vandalici.
Tuttavia, la denuncia è l’unico strumento per richiedere ufficialmente un potenziamento dei pattugliamenti o l’installazione di nuove telecamere di videosorveglianza nelle zone più colpite.
In questo clima di tensione, la richiesta di maggiore sicurezza si fa sempre più pressante. E se è vero che tanti sono atti vandalici, è vero anche che molti altri sono degli incidenti fatti involontariamente. In questi casi, è l’educazione a mancare, così come il senso civico e del dovere. Il classico bigliettino, lasciato sul parabrezza, con il recapito dell’autore per poter rimediare al danno è un cliché ormai passato di moda.