FOLLONICA. «Io non vivo una vita normale. Noi non siamo una famiglia come le altre. Viviamo confinati».
Sono parole dure, cariche di stanchezza, quelle di Elena Chelotti, mamma di due bambini e presidente dell’associazione Biglie Sciolte, nata per sostenere i minori con atipicità psicologiche, neurologiche e fisiche e le loro famiglie.
Il diario di una mamma con figlio autistico
Da mesi Elena racconta la propria quotidianità sui social attraverso il “Diario di una mamma con figlio autistico”, uno spazio di scrittura quotidiana fatto di frustrazioni, paure ma anche di piccole conquiste. Un racconto diretto, senza filtri, che nasce dal bisogno di non restare sola.
Dalle parole alle immagini: nasce “Vi presento Niccolò”
Il progetto ha preso una nuova forma grazie all’incontro con Claudia Betti, amica di lunga data e farmacista, che ha proposto di trasformare quei testi in tavole illustrate. Claudia seleziona, rielabora e disegna i post di Elena, dando vita alla pagina Instagram “Vi presento Niccolò”, che in poco tempo ha raccolto molti follower.
«Questa è la realtà dell’autismo dentro una famiglia – si legge sulla pagina – non quella edulcorata dei post motivazionali. Non quella delle giornate celebrative. Quella che non si racconta perché disturba».
Oltre gli stereotipi sull’autismo
«Quando si parla di autismo – spiega Elena – tutti pensano all’autismo ad alto funzionamento, ai piccoli geni bravissimi in matematica. Ma la realtà è ben diversa. Mio figlio ha un autismo severo, fatica a comunicare e quando sta male dobbiamo indovinare il problema».
Una realtà spesso invisibile, che genera isolamento e incomprensione. «Gli sguardi che riceviamo sono disarmanti – racconta – la gente ha paura. Vorrei che qualcuno si accorgesse della sofferenza che c’è dietro».
Una rete che non c’è
Elena denuncia anche la mancanza di supporti adeguati: «Abbiamo quattro ore a settimana di educativa domiciliare e al momento non abbiamo nemmeno la neuropsichiatra perché è in malattia. Quando le scuole sono chiuse, durante le allerte meteo o le vacanze, restiamo completamente soli. In estate lavorare e far stare bene Niccolò è difficilissimo».
Biglie Sciolte, un sostegno tra famiglie
È proprio da questa solitudine che nasce l’associazione Biglie Sciolte, che oggi coinvolge tra i 35 e i 40 bambini. Un luogo di condivisione e comprensione reciproca. «Siamo famiglie stanche, non dormiamo, non riusciamo a vivere come gli altri – dice Elena – ma tra di noi ci capiamo».
Quello di Elena è un racconto che non cerca compassione ma consapevolezza, per ottenere diritti e una rete che oggi, sempre più spesso, manca.



