«Bannata dalla pagina del sindaco nel giorno della consapevolezza sull'autismo»: la denuncia della presidente delle Iron Mamme | MaremmaOggi Skip to content

«Bannata dalla pagina del sindaco nel giorno della consapevolezza sull’autismo»: la denuncia della presidente delle Iron Mamme

L’associazione guidata da Simona Vasile riunisce oltre sessanta famiglie con figli autistici in tutta la provincia di Grosseto: «Nessuna offesa da parte mia, solo richieste rimaste senza risposta». E rilancia: «Sul territorio mancano servizi, assistenza e un vero confronto con le istituzioni. Dei post solidali non ce ne facciamo niente»
Il post del sindaco sulla giornata dell’autismo

GROSSETO. Si conclude con una nota amara la giornata dedicata alla consapevolezza sull’autismo. Proprio il 2 aprile, data in cui si richiama l’attenzione sui diritti delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie, il sindaco di Grosseto (o chi per lui gestisce i social del primo cittadino) avrebbe infatti bannato dalla propria pagina Facebook Simona Vasile, presidente delle Iron Mamme, l’associazione che riunisce oltre sessanta famiglie con figli autistici in tutta la provincia.

A denunciare l’episodio è stata la stessa Vasile, che racconta quanto accaduto dopo aver commentato un post istituzionale pubblicato dal primo cittadino.

Il commento e il post cancellato

«Questa mattina alle 8 il sindaco di Grosseto ha pubblicato un post istituzionale sul 2 aprile, invitando alla consapevolezza e alla sensibilizzazione – spiega Vasile – Come presidente dell’associazione Iron Mamme – Odv Autismo Grosseto ho commentato educatamente che da parte sua, sia come sindaco che come presidente della Società della salute, mancano ancora risposte. Con buona pace dell’inclusione, del rispetto e della sensibilità, ha tolto il post, lo ha sostituito con un altro e mi ha bannata. La giusta risposta nella giusta giornata».

Effettivamente, sulla pagina Facebook del sindaco è presente un post dedicato alla ricorrenza, ma si tratta del secondo pubblicato nella giornata di mercoledì 2 aprile. Il primo, comparso in mattinata, sarebbe stato successivamente cancellato insieme al commento lasciato dalla presidente delle Iron Mamme.

«Non è la prima volta»

Vasile sostiene che non si tratterebbe nemmeno della prima volta. «Non è la prima volta che il sindaco cancella post o commenti quando gli scrivo qualcosa – spiega – Di solito non mi piace aizzare polemiche su Facebook, ma questa mattina mi ha dato particolarmente fastidio».

Secondo quanto racconta, il suo intervento sotto al post era tutt’altro che offensivo. «Questa mattina, come ho sempre fatto, ho scritto in modo educato che la consapevolezza deve partire proprio da lui – dice – Sono anni che aspetto risposte dal primo cittadino. Chi deve essere sensibilizzate sono le istituzioni».

Dopo il commento, il blocco. «Dopo circa un’ora è comparso un nuovo post, con un’altra fotografia, e io sono stata bannata. Adesso non posso più pubblicare sulla sua pagina. Lui mi conosce bene come presidente dell’associazione Iron Mamme, ho fatto parte anche della consulta della disabilità – racconta Vasile – Non sono stata offensiva, ho solo detto una verità sacrosanta che, evidentemente, risulta scomoda».

Le accuse: «Serve un confronto vero»

Dietro allo sfogo di Vasile c’è la denuncia di problemi che, secondo l’associazione, da anni restano senza risposta sul territorio grossetano.

«Io aspetto un confronto vero – dice – Il sindaco è una persona che, per il doppio ruolo che ricopre, potrebbe decidere e migliorare tanti aspetti sul territorio, ma non mi chiama. Per i rinfreschi o i tagli del nastro è invece il primo ad arrivare. È sempre pronto a farsi vedere, poi però prende e scappa, e i problemi rimangono».

I problemi sul territorio

Le questioni sollevate dalle Iron Mamme sono molte e riguardano la vita quotidiana delle persone autistiche e delle loro famiglie: «Vorrei chiedergli perché i servizi sociali sono così inefficienti sul territorio, perché manca il “durante noi” e il “dopo di noi”, perché non si parla di autonomie, di housing, di co-housing, di palestra di vita, di inserimento nel mondo del lavoro».

E ancora: «Sul territorio i nostri ragazzi non hanno sempre il supporto adeguato, mancano educatori domiciliari e non esiste un percorso strutturato in caso di emergenza sanitaria in ospedale. Se un ragazzo autistico ha bisogno di cure, spesso non trova personale formato: viene sedato e rimandato a casa con la famiglia».

«Qui siamo al Far West»

Secondo Vasile, manca anche un riferimento specialistico di prossimità per le situazioni più critiche. «Se questi ragazzi entrano in crisi e hanno bisogno di specialisti, sul territorio non c’è un punto di riferimento. L’unica realtà è ad Arezzo, ma lì c’è una lista d’attesa di oltre un anno».

Una situazione che, spiega la presidente dell’associazione, coinvolge tutta la provincia. «Le famiglie che si rivolgono a noi arrivano da Follonica, Orbetello, dall’Amiata e da tutta la provincia di Grosseto. Il problema è diffuso su tutto il territorio. La situazione è imbarazzante: mancano figure sanitarie e soprattutto risposte sul piano socio-assistenziale».

Vasile non nega che il problema abbia una dimensione nazionale, ma sostiene che in Maremma la situazione sia ancora più grave. «Il problema esiste in tutta Italia, ma qui siamo al Far West. Ci manca tutto. E lui, come presidente del Coeso, deve dare risposte. Non tutto passa dal servizio sanitario: moltissimo dipende proprio dal servizio socio-assistenziale».

«Le luci non bastano»

Da qui l’amarezza per quanto accaduto nel giorno simbolo dedicato all’autismo.

«Del suo post di solidarietà non ce ne facciamo nulla. Le luci e i post non ci interessano. A noi interessa soltanto dare dignità ai nostri ragazzi, che diventano adulti e devono avere una vita adulta dignitosa. Passano gli anni  – conclude – e le famiglie hanno sempre meno forze».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati