CAPALBIO. Ancora una vittima sull’Aurelia, nel tratto di Capalbio, uno dei più pericolosi della costa tirrenica.
L’incidente di questa mattina, con un morto e un ferito grave, riporta al centro una questione irrisolta da anni: la sicurezza della statale e il mancato completamento del corridoio Tirrenico.
Un tratto, quello dei circa 12 chilometri tra Capalbio e il confine laziale, dove in diversi punti manca il guardrail centrale, gli incroci sono a raso, convivono mezzi che vanno lenti come i trattori, con auto e grossi Tir e gli incidenti si susseguono nel tempo.
Una strada dove, negli ultimi anni, si contano diverse vittime.

Il corridoio Tirrenico: promesse, ma nessun finanziamento
Il nodo è sempre lo stesso: la Tirrenica non c’è.
E oggi, di fatto non ci sono fondi concreti per realizzarla.
Negli ultimi passaggi sono stati tagliati finanziamenti già previsti e non sono state inserite nuove risorse adeguate. Mentre si continua a inseguire il sogno faraonico del ponte sullo stretto che dopo le osservazioni della Corte dei Conti, è in una fase delicata: i giudici contabili hanno sollevato dubbi su costi, sostenibilità finanziaria e procedure. Il Governo ha difeso l’opera, ma dovrà chiarire diversi aspetti prima di procedere. E intanto raschia il barile per trovare i fondi, sottraendoli ad altre opere, come la Tirrenica, che potrebbero essere velocemente cantierabili.
Il risultato è che l’Aurelia, in questo tratto, resta l’unico segmento della costa tirrenica senza autostrada o superstrada completa.
Simiani (Pd): «Il governo ha tagliato tutto»
Dopo l’incidente interviene il deputato del Partito democratico Marco Simiani, capogruppo in Commissione Ambiente alla Camera:
«Di fronte all’ennesimo incidente mortale accaduto sull’Aurelia nei pressi di Capalbio rimaniamo sgomenti. Da anni ripetiamo ormai che la Tirrenica è indispensabile per la sicurezza e la scorrevolezza della viabilità locale e nazionale»
L’accusa è diretta: «Il governo, nonostante le promesse fatte, ha tagliato tutti i fondi stanziati dai precedenti esecutivi ed ha respinto ogni tentativo in Parlamento di mettere risorse adeguate e velocizzare l’iter».
“Questa destra non vuole la Tirrenica”
Simiani alza ulteriormente i toni dello scontro politico: «Tutti gli appelli lanciati dal Pd agli esponenti politici della maggioranza sulla necessità di fare fronte comune sono caduti nel vuoto»
E aggiunge: «Bisogna prendere atto che questa destra non vuole la Tirrenica e che soltanto con un altro governo si potrà rifinanziare l’infrastruttura».
Le proposte: chiudere i tratti più pericolosi
Nel frattempo, mentre l’opera resta ferma, il deputato chiede interventi immediati: «Servono interventi rapidi e risolutivi per salvare la vita agli automobilisti».
Tra le ipotesi: chiusura dei tratti più pericolosi e presidio permanente delle forze dell’ordine lungo l’Aurelia.
Un’emergenza sicurezza senza risposta
Il punto, ancora una volta, è chiaro: si continua a viaggiare su una strada che da anni viene considerata inadeguata e senza che arrivino soluzioni strutturali.
E mentre il dibattito politico si accende, resta il dato più pesante: le vittime continuano ad aumentare.
La Tirrenica doveva essere la risposta. Ma oggi, nel sud della Maremma, resta solo l’Aurelia.
E ogni incidente riporta la stessa domanda: quanto ancora si dovrà aspettare?



