CAPALBIO. Dopo l’ennesimo incidente mortale sull’Aurelia a Capalbio, si alza il livello dello scontro politico e istituzionale. Dopo le parole di Marco Simiani, intervengono anche il presidente della Provincia di Grosseto, Francesco Limatola, rieletto pochi giorni fa, e il presidente della Camera di Commercio di Grosseto e Livorno, quindi di tutto il tratto interessato, Riccardo Breda.
Il tratto dei 12 chilometri tra Capalbio e il confine laziale torna sotto accusa: senza adeguate protezioni, con traffico intenso e una lunga scia di incidenti.
Ora, oltre alle polemiche, arriva una presa di posizione netta da parte delle istituzioni del territorio.
Limatola: «Progetti pronti, ma fermi per scelte politiche»
Il presidente della Provincia di Grosseto, Francesco Limatola, parla senza mezzi termini: «L’ennesimo grave incidente colpisce tragicamente la nostra comunità. Il tratto pericoloso è noto da anni, i progetti sono pronti, ma restano fermi per decisioni finanziarie e politiche».
Il nodo è sempre quello del corridoio tirrenico: «Negli ultimi anni i fondi sono stati prima stanziati e poi tagliati. Nella legge di bilancio del 2026 il Governo ha tolto altri 80 milioni di euro, lasciando praticamente l’opera senza copertura».
E aggiunge: «Senza finanziamenti certi, i lavori non possono partire anche se i progetti esistono».
“Un ritardo infrastrutturale che costa vite”
Limatola insiste su un punto chiave: «Il nostro territorio continua a scontare un grave ritardo infrastrutturale».
E sull’Aurelia: «Resta in diversi tratti una strada non adeguata ai volumi di traffico, con criticità che hanno contribuito a un numero troppo elevato di incidenti mortali».
La mobilitazione: “Serve una risposta unitaria”
Il presidente della Provincia annuncia un’iniziativa politica forte: «Promuoveremo una mobilitazione coinvolgendo sindaci, associazioni di categoria, Camera di commercio, parlamentari e tutte le rappresentanze del territorio».
L’obiettivo è chiaro: fare pressione sul Governo e ottenere fondi e tempi certi.
Breda: «I 12 km più pericolosi d’Italia, ma nulla è stato fatto»
Durissimo anche il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda: «Un’altra vittima e tre feriti gravi: questi 12 chilometri sono ormai i più pericolosi d’Italia».
E ricorda il lavoro fatto negli anni: «Abbiamo promosso azioni di sensibilizzazione e protesta coinvolgendo imprese, sindacati e società civile. Ma con grande amarezza dobbiamo dire che nulla è stato fatto».
Le promesse mancate: «Nessuna risposta dal Governo»
Breda punta il dito anche sulle promesse non mantenute: «Il 7 ottobre ho incontrato il ministro Salvini, che aveva assicurato notizie sull’avvio dell’iter entro fine anno. Non è arrivato nulla, neanche dopo una richiesta formale».
“Si continua a morire mentre si aspetta la Tirrenica”
Il quadro tracciato è netto: «A sud della provincia di Grosseto si continuano a contare le vittime».
E allo stesso tempo: «Si attende un’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo e la sicurezza».
L’appello finale: “Unire le forze”
Breda raccoglie l’invito di Limatola: «Tutte le forze politiche del territorio devono unirsi per realizzare quest’opera in tempi rapidissimi».
E conferma: «Sosterremo ogni iniziativa per intervenire finalmente sull’Aurelia».
Rita Bernardini: «Niente scontri, la Tirrenica sia obiettivo comune»
Interviene anche la consigliera comunale e provinciale, Rita Bernardini.
«Alla luce purtroppo dell’ennesima tragedia che ha colpito quel tratto di strada, mi piacerebbe rivolgere un appello a tutte le istituzioni coinvolte. A tutti i nostri rappresentanti ed amministratori locali di ogni appartenenza politica. A partire dai rappresentanti parlamentari eletti, ai rappresentanti della Regione Toscani ed ai nostri amministratori locali. Facciamo della sicurezza sull’Aurelia un obiettivo comune».
«Non trasformiamo questa ennesima tragedia in un terreno di scontro politico. Al contrario, deve farci unire e far uscire una voce all’unisono del nostro territorio in materia di sicurezza. Questo perché la vita umana non ha e non deve avere colore politico. Per esempio si potrebbe portare avanti un tavolo istituzionale permanente sull’ammodernamento del tratto di strada dell’Aurelia tra Ansedonia e Pescia Romana, coinvolgendo tutti i rappresentanti del territorio, il Governo e l’Anas, affinché si lavori con responsabilità e continuità alla messa in sicurezza di una strada che troppo spesso è protagonista di tragedie».
«Nel corso degli anni non sono mancanti incontri e confronti istituzionali sul futuro dell’Aurelia, tuttavia è un problema che ci portiamo dietro da quasi 60 anni. Si sono susseguiti più governi, quindi scaricare le responsabilità non è la soluzione giusta, bensì unirsi senza appartenenza. La sfida che mi piacerebbe porre oggi alle istituzioni ed alla politica è quella dell’unità e fare in modo che questo progetto della Tirrenica venga portato avanti. Le vite umane ci chiedono questo».
Una vicenda che torna sempre allo stesso punto
Dopo ogni incidente, il dibattito si riaccende.
Ma il problema resta identico: progetti pronti, fondi mancanti e tempi incerti.
E intanto, su quei 12 chilometri di Aurelia, si continua a rischiare la vita. La Tirrenica è ferma. L’Aurelia resta com’è. E ogni tragedia rende più evidente una realtà: il tempo delle promesse è finito.



