GROSSETO. Nella mattinata di questo Venerdì Santo, 3 aprile, in alcuni distributori di Grosseto si è formata una lunga fila di auto per fare rifornimento. Una cosa insolita, che però ha alcune spiegazioni: la paura di un aumento del costo dei carburanti, in particolare il gasolio, e il rischio che le scorte finiscono.
È successo ad esempio già dalla mattinata al distributore Conad di via Scansanese. In via Scansanese si è formata una lunga fila di auto per entrare nella stazione di servizio. Stessa situazione, nella mattinata, anche nell’area di servizio di Grifo carburanti, in via Aurelia antica. Dove però, la preoccupazione dell’approvvigionamento è seria, come in tutte le stazioni di servizio extra rete, ovvero quelle che non acquistano il carburante dalle grandi compagnie petrolifere.
Il Governo conferma il taglio delle accise
Una buona notizia e un po’ d’ossigeno è arrivata nella stessa mattinata: il Governo ha deciso al termine di un Consiglio dei Ministri lampo (è durato solo un quarto d’ora), di confermare il taglio delle accise con un decreto ad hoc.
La misura è stata prorogata fino al 1° maggio. Stanziati 500 milioni di euro, di cui 200 milioni con “l’autocopertura che deriva dall’incremento del gettito Iva” e 300 milioni da “risorse che sono state recuperate dalle risorse Ets, che non erano state ancora utilizzate”.
I nuovi interventi del decreto carburanti
Tra le “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali” approvate, c’è anche un intervento mirato sulle aziende agricole, cui viene esteso il taglio delle imposte del 20% già adottato per le pesca.
Il nuovo decreto “recepisce anche l’accordo con le associazioni di categoria Transizione 5.0” e prevede “un intervento anche sul Simest (società del gruppo Cdp per l’internazionalizzazione delle imprese italiane) per le imprese che lavorano sull’export.
La preoccupazione dei gestori dei distributori
«Si è vero, in mattinata c’è stata un po’ di coda per fare rifornimento – conferma Michele Guasti di Grifo carburanti – ma è stata smaltita in poco tempo. È anche vero però che se le grandi compagnie non hanno problemi di approvvigionamento, per i distributori come il nostro “extra rete” le consegne potrebbero ritardare. Ormai da tempo, dall’inizio della guerra in Iran, è in atto una speculazione importante e rimetterci sono i consumatori che si vedono costantemente aumentare il prezzo alla pompa».

In pratica confermano da più parti, anche al largo del porto di Livorno ci sono molte petroliere che stanno aspettando l’innalzamento dei prezzi, appunto per speculare. E finché sarà in atto il conflitto, con tutte le problematiche relative al passaggio delle navi nello stretto di Hormuz, i prezzi finali potrebbero continuare a salire, al netto del taglio delle accise.



