PIOMBINO. Il giro di incontri istituzionali che Gianfranco Simoncini, presidente del Consiglio di sorveglianza di ASA, sta portando avanti con i sindaci del territorio in questi giorni ha un obiettivo politico e strategico chiaro: condividere le scelte del Bilancio 2025 e consolidare il legame tra il gestore idrico e le amministrazioni locali.
Un passaggio fondamentale che precede la Conferenza dei sindaci del 24 aprile e il Consiglio di sorveglianza del 30 aprile, ma che per la città di Piombino assume un significato ancora più profondo, legandosi a doppio filo con le grandi opere infrastrutturali in corso nel golfo.
Il ruolo di Piombino: officina del dissalatore
Mentre i vertici di Asa, tra cui il presidente del consiglio di gestione Stefano Taddia e i direttori tecnici, sono impegnati a illustrare i dettagli del bilancio, è il porto di Piombino a ricoprire un ruolo operativo cruciale nella sfida della sicurezza idrica.
Sono state infatti prefabbricate proprio nello scalo piombinese le imponenti condotte in acciaio rivestito in cemento destinate al dissalatore di Mola all’Isola d’Elba.
Si tratta di infrastrutture titaniche: una condotta di presa da 750 metri che raggiungerà i 25 metri di profondità e una condotta di restituzione della salamoia lunga ben 1.700 metri, destinata a scendere fino a 42 metri sotto il livello del mare.
Questi colossi d’acciaio vengono trasportati da Piombino verso l’Elba tramite un apposito pontone galleggiante, confermando la città come hub logistico indispensabile per la riuscita del progetto da 23 milioni di euro.
Benefici diretti per la Val di Cornia: meno stress sulle falde
L’accento su Piombino non riguarda solo la logistica, ma anche il futuro delle sue risorse naturali. Il dissalatore dell’Elba, che entrerà in fase di collaudo tra maggio e giugno 2026, non servirà solo a garantire acqua all’isola durante i picchi estivi.
Il vero vantaggio per il continente sarà lo sgravio delle falde della Val di Cornia. Oggi il territorio piombinese e limitrofo risente di criticità qualitative e quantitative della risorsa idrica; l’indipendenza dell’Elba permetterà di ridurre drasticamente lo sfruttamento dei pozzi locali, favorendo il riequilibrio ambientale di un ecosistema fragile.
Il cronoprogramma e la tutela del turismo
Nonostante le condizioni meteomarine avverse incontrate tra dicembre e febbraio scorsi, i lavori procedono a ritmo serrato. ASA ha confermato che:
I lavori a mare proseguiranno fino al 30 giugno 2026. Non ci saranno lavorazioni sulle spiagge durante la stagione turistica per evitare disagi.
La rimozione degli inerti smossi dalle mareggiate continuerà fino al completo assestamento dello scavo.
«La condivisione di questi interventi con le amministrazioni locali – sottolineano da ASA – è l’unico modo per costruire soluzioni efficaci a beneficio del territorio».
Per Piombino, questo significa non solo essere il “cantiere” dell’opera, ma anche il primo beneficiario di una gestione idrica più sostenibile.