PIOMBINO. Una lunga scia di rapine, furti e aggressioni che per mesi ha seminato paura tra Piombino e Venturina Terme. Ora l’indagine dei carabinieri ha portato a due arresti e a una terza persona indagata.
In carcere sono finiti Amine Bouchtaoui, 28 anni, e Mouhcine El Khalqi, 24 anni, entrambi marocchini. Un terzo uomo, Ayoub Aqqad, 32 anni, risulta indagato ma al momento è a piede libero. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno ed eseguita dalla Compagnia dei carabinieri di Piombino.
Colpiti bar, negozi e passanti
Secondo la ricostruzione della procura, tra luglio e dicembre dello scorso anno i due arrestati avrebbero messo a segno una raffica di rapine e furti, spesso utilizzando coltelli e bottiglie di vetro rotte per minacciare o ferire le vittime.
Tra i luoghi colpiti l’Euronics, il 2G Coffee & Candy, la pizzeria Vito Km0, il The Flash di Venturina Terme, il bar Salivoli, la macelleria Mascia in corso Italia, il minimarket di Piombino e ci sono stati colpi anche in piazza Bovio, piazza della Costituzione e varie strade del centro.
I bottini comprendevano denaro contante, elettronica, stampanti, power bank, un lava-aspira Hoover e persino monopattini elettrici.
Rapine con coltelli e bottiglie rotte
In uno degli episodi più gravi, avvenuto il 27 ottobre, Bouchtaoui avrebbe minacciato con un oggetto acuminato un uomo di 70 anni per rapinarlo del cellulare.
Il 20 settembre, invece, un giovane sarebbe stato ferito con una bottiglia di vetro rotta riportando una prognosi di 21 giorni.
Il 5 ottobre, in un minimarket, i due arrestati avrebbero messo in atto una rapina mostrando un coltello da cucina e gridando «coltello o soldi».
Bancomat e carte rubate
Tra le accuse a carico di El Khalqi figura anche l’utilizzo fraudolento di una carta bancomat smarrita per effettuare prelievi e acquisti, tra cui operazioni in un distributore automatico della tabaccheria Galluzzi di piazza della Costituzione.
Il giudice: «Pericolosità sociale elevata»
Nell’ordinanza, il giudice sottolinea la sfrontatezza e la pericolosità sociale dei due indagati, ritenendo inadeguate misure meno afflittive rispetto al carcere per il concreto rischio di reiterazione dei reati.
Le indagini hanno messo fine a una vera e propria escalation criminale che, per mesi, aveva creato allarme tra commercianti e cittadini di Piombino e Venturina.