Lo seguivano da settimane: arrestato a Salivoli, ricorso dell'avvocato | MaremmaOggi Skip to content

Lo seguivano da settimane: arrestato a Salivoli, ricorso dell’avvocato

A Piombino la polizia seguiva da settimane il 65enne arrestato a Salivoli: cocaina nascosta nel montascale del palazzo, il giudice dispone la custodia in carcere. L’avvocato Balestrieri annuncia ricorso: «Condizioni di salute incompatibili con la detenzione»
Lungomare Marconi a Piombino e una macchina della polizia
Lungomare Marconi a Piombino e una macchina della polizia

PIOMBINO. Non solo la cocaina trovata nell’androne del palazzo, ma anche giorni di osservazione da parte della polizia e un presunto sistema consolidato di spaccio: sono questi gli elementi che hanno portato il giudice a disporre la custodia cautelare in carcere per il 65enne Giuseppe Ruocco, arrestato nei giorni scorsi a Salivoli, a Piombino.

Secondo quanto emerge dall’ordinanza del tribunale di Livorno, l’uomo avrebbe utilizzato l’edificio di lungomare Marconi 4 come punto di appoggio per nascondere la droga e recuperarla rapidamente prima delle cessioni.

Cocaina nascosta nel montascale elettrico

Durante il blitz di polizia e guardia di finanza sono stati sequestrati 26 grammi di cocaina suddivisi in dodici dosi, trovati vicino alla struttura mobile del montascale elettrico per disabili, nell’androne del condominio.

Per gli investigatori non si trattava di una detenzione occasionale: il giudice richiama infatti le attività di osservazione svolte nelle settimane precedenti, durante le quali l’indagato sarebbe stato visto entrare nel palazzo per pochi secondi, il tempo necessario a recuperare le dosi da consegnare a chi lo attendeva fuori.

In città si muoveva usando biciclette elettriche.

Le cessioni osservate dalla polizia

Nell’ordinanza vengono richiamati almeno due episodi, datati 21 febbraio e 3 marzo, durante i quali gli agenti avrebbero documentato presunte cessioni di droga.

Secondo il giudice, questo confermerebbe un’attività non occasionale ma strutturata, con una disponibilità stabile di sostanza stupefacente e contatti consolidati nel circuito dello spaccio.

Il giudice: niente domiciliari, rischio concreto di recidiva

Il tribunale ha escluso misure più lievi, compresi i domiciliari, ritenendo concreto il rischio di reiterazione del reato.

Nell’ordinanza pesa anche il quadro dei precedenti penali: il 65enne risulta già condannato in procedimenti recenti per reati legati agli stupefacenti, oltre ad altri precedenti per reati contro la persona e il patrimonio.

Per questo il giudice ritiene il carcere l’unica misura capace di interrompere eventuali contatti con la rete di riferimento.

Sequestrati 120 euro, il resto del denaro non viene attribuito

Il tribunale ha convalidato anche il sequestro preventivo di 120 euro trovati addosso all’indagato, mentre non ha disposto il sequestro dell’intera somma trovata nell’abitazione collegata all’altra persona coinvolta nell’indagine.

La difesa prepara il ricorso

L’avvocato Franco Balestrieri annuncia il ricorso contro la misura.

«Stiamo lavorando a un ricorso, la misura cautelare in carcere la ritengo eccessiva. Peraltro il mio cliente è in cattive condizioni di salute, incompatibili con il regime carcerario».

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