GROSSETO. È il modo, prima ancora della quantità, a pesare nel provvedimento della Procura di Grosseto. Un modo che, secondo il pm Andrea Picconi, arrivato da pochi giorni a Grosseto, racconta abitudine, non occasionalità. Per questo il sostituto procuratore ha chiesto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Mohamed Otay, 20 anni, nato in Tunisia, arrestato dalla polizia per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’arresto è avvenuto nel pomeriggio del 3 febbraio in via Cesare Battisti, a Grosseto, durante un servizio di controllo del territorio svolto dal Reparto prevenzione crimine “Toscana”.
La cocaina nascosta nel cavo orale
Gli agenti della polizia erano infatti impegnati in un controllo del territorio anti spaccio, quando hanno notato il giovane in una zona segnalata per la presenza di spacciatori e consumatori. Via Cesare Battisti, appunto.
I due ragazzi sono stati fermati e perquisiti. L’amico di Otay non aveva nulla addosso, mentre il ventenne stato trovato in possesso di circa 5,33 grammi di cocaina, suddivisi in otto involucri termosaldati, e nascosti nel cavo orale.
Una modalità che per la Procura è tutt’altro che casuale. Il confezionamento frazionato e il nascondiglio utilizzato sono considerati indicatori inequivocabili di destinazione alla cessione, non compatibili con l’uso personale.
I precedenti e la valutazione di pericolosità
Nella richiesta di convalida dell’arresto e di applicazione della misura cautelare, il pubblico ministero richiama anche i precedenti di polizia a carico delragazzo. In particolare, Otay Mohamed risulta già denunciato per violazioni della normativa sugli stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale.
Un elemento che, unito alle circostanze del fatto, rafforza la valutazione di pericolosità sociale e il concreto rischio di reiterazione del reato.
Il denaro contante e lo stato di disoccupazione
A completare il quadro, la polizia ha trovato addosso al giovane 260 euro in contanti, in banconote di piccolo taglio. Una cifra troppo alta, secondo gli investigatori, per un giovane che non ha alcuna occupazione. Soldi che, secondo gli investigatori, sono stati guadagnati spacciando.
L’udienza in tribunale
Trattenuto una notte nella camera di sicurezza della questura, Mohamed Otay, difeso dall’avvocato Giulio Parenti, mercoledì 3 febbraio è comparso davanti al giudice Marco Bilisari per l’udienza di convalida dell’arresto e il giudizio direttissimo.
L’arresto del ragazzo è stato convalidato: il giudice ha disposto il divieto di dimora nel comune di Grosseto.



