ORBETELLO. Dovrà rispettare l’obbligo di dimora nell’abitazione della famiglia ad Arcidosso Salah El Amri, cittadino marocchino di 46 anni, arrestato dai carabinieri a Orbetello con l’accusa di spaccio di stupefacenti.
La decisione è arrivata al termine dell’udienza di convalida che si è celebrata mercoledì 18 febbraio: la giudice Agnieszka Karpinska ha accolto la richiesta di una misura cautelare, ma ha escluso il divieto di dimora in provincia sollecitato dall’accusa, optando per una soluzione meno restrittiva.
Il controllo sul lungolago dei Pescatori
L’intervento è scattato martedì intorno alle 19, nella zona del lungolago dei Pescatori, in direzione dell’ospedale. I militari del Nucleo operativo della compagnia di Orbetello stavano monitorando da giorni alcuni movimenti sospetti, anche alla luce di recenti operazioni analoghe contro lo spaccio.
Hanno seguito un uomo che aveva appena incontrato una persona arrivata in bicicletta da un casale abbandonato. Lo scambio sarebbe avvenuto in pochi istanti: qualcosa passato di mano, poi nascosto in un pacchetto di fazzoletti infilato dentro una busta della spesa.
I carabinieri sono intervenuti poco dopo. Il cliente è stato fermato e trovato in possesso di due dosi di cocaina, per un peso complessivo di poco superiore ai tre grammi. Il pagamento, pari a 150 euro, sarebbe stato concordato ma non ancora effettuato.
L’arresto e le perquisizioni
Nel frattempo un altro militare ha seguito il presunto spacciatore fino all’interno di un punto vendita, dove è stato bloccato con l’ausilio della radiomobile. Entrambi sono stati portati in caserma per gli accertamenti.
Le perquisizioni personali e domiciliari – compresa quella nell’abitazione sull’Amiata indicata come residenza – non hanno portato al ritrovamento di ulteriore sostanza stupefacente.
L’uomo fermato avrebbe dichiarato di aver contattato telefonicamente il 46enne anche in precedenti occasioni, concordando un pagamento differito per l’acquisto della droga.
In aula: «Non ho spacciato»
Davanti al giudice, El Amri ha respinto ogni accusa, sostenendo di non aver ceduto alcuna sostanza. Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, rappresentato in aula dal viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi, aveva chiesto il divieto di dimora in provincia.
La difesa si è opposta, chiedendo una misura meno afflittiva. Il tribunale ha quindi disposto l’obbligo di dimora ad Arcidosso.



