MASSA MARITTIMA. Un elenco minuzioso di armi, munizioni, gioielli e denaro contante. È questo il cuore dell’atto con cui la procura di Grosseto ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Giuliano Aronne, 46 anni.
L’accusa è quella di furto aggravato in concorso, commesso – secondo la ricostruzione degli investigatori – insieme ad altre tre persone con il volto coperto dal passamontagna.
Aronne, che era in regime di semilibertà, è stato portato di nuovo in carcere. È difeso dall’avvocata Sabrina Pollini.
La cassaforte aperta con il frullino
I fatti risalgono al 17 novembre 2024, a Massa Marittima. Le indagini dei carabinieri avrebbero infatti ricostruito il blitz avvenuto quel giorno. Il gruppo avrebbe forzato la porta d’ingresso di un’abitazione e si sarebbe introdotto all’interno approfittando dell’assenza dei proprietari.
Nel mirino, prima di tutto, la cassaforte collocata nella camera da letto, che sarebbe stata aperta grazie a un frullino elettrico. All’interno erano custodite armi comuni da sparo e relative munizioni, tutte legalmente detenute dal proprietario.
L’elenco è lungo: carabine Remington, Weatherby, Winchester e Merkel calibro 300 Win Mag, fucili Benelli calibro 12, doppiette, revolver Colt e Smith & Wesson, oltre a centinaia di cartucce di diverso calibro. Armi che sono state rubate dalla banda.
Gioielli in oro e migliaia di euro
Non solo. Nell’abitazione erano spariti anche gioielli in oro e con diamanti: un anello trilogy con tre brillanti, orecchini con punti luce, un solitario, una collana in oro giallo, tredici sterline d’oro.
Sarebbero stati portati via anche circa 3mila euro in contanti, oltre ad apparecchi elettronici, radiotrasmittenti, una macchina per il caffè, bottiglie di liquore e attrezzature custodite in un vano deposito esterno, tra cui motoseghe e taniche di gasolio.
Le contestazioni e la revoca del beneficio
Ad Aronne vengono contestati il furto aggravato in concorso e la detenzione e il porto illegittimo delle armi rubate.
Le conseguenze sono state immediate: la magistratura di sorveglianza ha disposto la revoca della semilibertà. Aronne, che deve rispondere anche di altre due denunce, è quindi rientrato in carcere.



