Apritiborgo compie 20 anni: Campiglia diventa un grande teatro a cielo aperto | MaremmaOggi Skip to content

Apritiborgo compie 20 anni: Campiglia diventa un grande teatro a cielo aperto

Dall’11 al 15 agosto torna il festival che trasforma vicoli, piazze e palazzi del centro storico. Eugenio Giani inaugura la ventesima edizione. Tra le novità il tenore David Mazzoni alle finestre di Palazzo Pretorio. Nuove regole di sicurezza durante gli eventi
Un momento dell'ultima edizione di Apritiborgo, nel centro storico medievale di Campiglia Marittima
Una passata edizione di Apritiborgo

CAMPIGLIA MARITTIMA. Cinque sere nelle quali Campiglia Marittima cambia volto e il suo centro storico diventa un enorme teatro a cielo aperto. Apritiborgo è pronto a festeggiare un traguardo speciale: la ventesima edizione del festival che, dall’11 al 15 agosto, porterà spettacoli, teatro e performance tra vicoli, piazze e palazzi del borgo.

Ad aprire ufficialmente l’edizione 2026 sarà il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, da anni legato alla manifestazione e presente alle diverse edizioni già quando ricopriva l’incarico di presidente del Consiglio regionale.

Quest’anno, però, Apritiborgo non guarda soltanto al programma. Il ventesimo compleanno è diventato anche l’occasione per ripercorrere una storia cominciata molto prima che il festival assumesse la forma attuale.

Vent’anni di Apritiborgo

La prima edizione nella formula di più giornate organizzata direttamente dal Comune risale al 2005. Le edizioni sono arrivate a quota 20 dopo le due sospensioni dovute alla pandemia.

Ma per trovare le radici di Apritiborgo bisogna tornare ancora più indietro, fino al 1999.

Fu allora che i volontari dell’Ente Valorizzazione Pro Loco organizzarono per la prima volta una cena medievale nel centro storico.

Un banchetto che negli anni successivi cominciò ad arricchirsi di spettacoli dal vivo, scenografie e performance, mentre sulle tavole venivano proposte ricette antiche preparate con ingredienti utilizzati prima della scoperta dell’America.

Quella esperienza rappresentò il seme dal quale sarebbe poi nato il festival.

Gli inventori del festival tornano in Comune

In occasione del ventesimo anniversario, nella sala consiliare A. Montomoli il Comune ha riunito alcune delle persone che hanno contribuito alla nascita e alla crescita della manifestazione.

Un modo per dire grazie, ma soprattutto per ricostruire insieme il percorso che ha portato Apritiborgo a diventare uno degli appuntamenti estivi più riconoscibili di Campiglia.

Un ruolo importante ebbero anche Massimo Matteoli, docente di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze che aveva scelto il borgo come residenza estiva, e la moglie Paola Coppini, attrice, docente e formatrice.

Dal 2003 cominciarono a collaborare alla realizzazione di scenografie e spettacoli, coinvolgendo residenti e ospiti in veri e propri laboratori.

«Abbiamo cominciato con pochi mezzi e molta determinazione e passione», hanno ricordato gli storici ideatori.

«Il merito più grande è della gente di Campiglia»

C’è però un protagonista che, secondo chi ha visto nascere Apritiborgo, ha avuto un ruolo decisivo: il paese stesso.

«Il maggior merito è della gente di Campiglia che abita nel centro storico, che ha collaborato e si è resa disponibile ad accogliere la cena medievale prima e il festival successivamente».

Nel 2005 l’iniziativa era ormai cresciuta al punto che la gestione passò dalla Pro Loco all’amministrazione comunale, dando al festival una struttura professionale.

Successivamente la cena medievale venne separata dal festival, permettendo ad Apritiborgo di ampliare la propria identità oltre le sole performance di ambientazione storica.

Tra coloro che hanno accompagnato questo percorso ci sono Angiolo Fedeli, negli anni volontario e assessore alla cultura, e l’attuale assessora al turismo Stella Zannoni, che è stata anche presidente dell’Ente Valorizzazione Campiglia.

La voce del tenore arriva dalle finestre di Palazzo Pretorio

Vent’anni di storia, ma anche la volontà di continuare a sorprendere.

Il presidente di Terzostudio Alberto Masoni ha presentato alcune delle novità dell’edizione 2026.

Tra quelle più suggestive c’è la partecipazione del tenore David Mazzoni.

La sua voce arriverà direttamente da una finestra di Palazzo Pretorio: il tenore si affaccerà cinque volte durante ogni serata, per tutte e cinque le giornate del festival.

Ci saranno poi i nuovi spettacoli teatrali del percorso M’illumino di Blu, scritti appositamente per Apritiborgo.

Comune e Terzostudio non hanno però svelato tutto. Alcune sorprese resteranno nascoste fino all’apertura del festival, proprio per conservare quell’effetto di meraviglia che negli anni è diventato uno dei tratti distintivi della manifestazione.

Una pubblicazione per raccontare la storia di Apritiborgo

Il ventesimo anniversario potrebbe lasciare anche qualcosa di permanente.

L’assessora alla cultura Silvia Benedettini ha infatti lanciato l’idea di realizzare una pubblicazione capace di raccogliere e conservare la storia del festival attraverso i racconti dei volontari e dei suoi primi organizzatori.

«I giovani hanno diritto e dovere di essere inclusi in questa memoria», ha detto Benedettini.

Un modo per evitare che il patrimonio di esperienze accumulato in vent’anni vada disperso e per consegnarlo alle nuove generazioni che potranno contribuire al futuro della manifestazione.

Apritiborgo, cambiano anche le regole per la sicurezza

In occasione degli eventi estivi, compreso Apritiborgo, il Comune ha inoltre rafforzato le misure per la sicurezza.

La sindaca Alberta Ticciati ha firmato un’ordinanza valida per le manifestazioni organizzate sul territorio comunale da agosto a dicembre.

All’interno delle aree interessate dagli eventi saranno vietate la vendita e la somministrazione di bevande in contenitori di vetro o alluminio.

Pubblici esercizi e attività di somministrazione temporanea dovranno quindi utilizzare bicchieri di plastica. I bicchieri di vetro potranno essere usati esclusivamente all’interno dei locali o nelle loro pertinenze, come dehors, gazebo e pedane esterne.

Niente bottiglie, lattine, petardi e spray urticanti

Nelle aree pubbliche esterne agli eventi e nelle immediate vicinanze sarà inoltre vietato consumare alcolici e detenere o utilizzare bottiglie di vetro e lattine.

Stop anche a fiamme libere, petardi, razzi, botti e altri artifici pirotecnici.

L’ordinanza vieta inoltre la dispersione di sostanze urticanti spray.

Le misure hanno l’obiettivo di tutelare partecipanti e residenti, prevenire situazioni di pericolo e limitare danneggiamenti, degrado e abbandono di rifiuti.

Per chi viola le disposizioni sono previste sanzioni da 25 a 500 euro, con pagamento in misura ridotta di 100 euro, fatte salve eventuali ulteriori responsabilità.

Campiglia è dunque pronta. Da martedì 11 a sabato 15 agosto il sipario si alza sulla ventesima edizione di Apritiborgo e, ancora una volta, sarà l’intero paese a diventare il palcoscenico.

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