Anziani truffati con contratti e finanziamenti: scoperta maxi frode da milioni di euro | MaremmaOggi Skip to content

Anziani truffati con contratti e finanziamenti: scoperta maxi frode da milioni di euro

La guardia di finanza smantella una rete nazionale: coinvolti anche residenti in Maremma, sequestrati beni per 2,5 milioni di euro oltre a Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche
Una pattuglia della guardia di finanza

GROSSETO. I primi riscontri arrivano anche da Grosseto. Anziani soli, spesso ultrasessantenni, convinti a firmare contratti e finanziamenti che nel tempo si sono rivelati impossibili da sostenere. È da qui che parte il quadro di una maxi inchiesta che ha portato allo smantellamento di una rete criminale attiva in tutta Italia.

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Padova, ha fatto emergere un sistema organizzato di truffe porta a porta, con oltre 1.200 vittime accertate a livello nazionale, molte delle quali residenti in Toscana.

Un’organizzazione strutturata e ramificata

Il gruppo aveva base in Veneto, ma operava su scala nazionale. Gli indagati disponevano di elenchi dettagliati di nominativi, utilizzati per individuare persone considerate più vulnerabili: anziani soli, con difficoltà di comprensione o già titolari di finanziamenti attivi.

I venditori si presentavano direttamente nelle abitazioni proponendo prodotti per la casa e dispositivi elettromedicali, descritti come indispensabili e di altissima qualità. In realtà si trattava di articoli venduti a prezzi fortemente gonfiati, con rincari che in alcuni casi arrivavano fino all’800%.

Pressioni psicologiche e firme estorte

Quando le vittime mostravano esitazione o tentavano di rifiutare, iniziava una vera e propria strategia di pressione. I venditori simulavano telefonate con presunti responsabili, facevano riferimento a ordini mai effettuati o paventavano conseguenze economiche.

In questo modo inducevano gli anziani a firmare nuovi contratti, oppure a rinegoziare finanziamenti già in corso, allungando la durata delle rate e aumentando gli importi complessivi. Un meccanismo che, nel tempo, ha portato molte persone a situazioni economiche critiche.

Grosseto tra le province coinvolte

La Toscana risulta tra le regioni maggiormente colpite. Secondo i dati emersi dall’inchiesta, sono 55 le vittime toscane, distribuite in diverse province.

Per la Maremma, 14 casi sono stati registrati a Grosseto, segno che anche il territorio non è stato risparmiato dal fenomeno.

Coinvolte anche le province di Firenze, Arezzo, Lucca, Prato e Siena, oltre a numerose città del nord e del centro Italia.

Arresti e sequestri milionari

L’operazione scattata nella mattina di martedì 20 gennaio ha portato a tre arresti, cinque misure cautelari e al sequestro preventivo di beni per 2,5 milioni di euro. Bloccati immobili, conti correnti, gioielli, orologi di lusso, accessori di alta moda e un parco auto che comprendeva Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche.

Un tenore di vita sfarzoso, costruito – secondo gli investigatori – proprio sulle spalle delle persone truffate.

Indagini ancora aperte

Le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni sia nella sede della società coinvolta sia nelle abitazioni degli indagati. L’obiettivo ora è duplice: ricostruire l’intera rete e individuare ulteriori vittime che potrebbero non aver ancora denunciato.

Un’inchiesta che riporta l’attenzione su un fenomeno ancora diffuso e pericoloso: i raggiri porta a porta, che continuano a colpire soprattutto gli anziani, sfruttandone fragilità e solitudine. Anche a Grosseto, dove i casi emersi rappresentano un segnale da non sottovalutare.

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