PIOMBINO. «Quello che è successo a Torino è gravissimo». Inizia così il comunicato congiunto firmato da Partito democratico, Rifondazione comunista, Piombino domani, Movimento 5 stelle e Sinistra italiana, dopo l’aggressione a un poliziotto di 29 anni avvenuta nei giorni scorsi a Torino.
Le forze politiche esprimono «solidarietà totale e sincera» all’agente ferito, sottolineando che i responsabili dell’aggressione «vanno individuati, arrestati e condannati senza attenuanti». Su questo, scrivono, «non esistono “ma”, “però” o ambiguità».
L’attacco al consigliere Cosimi
Proprio per questo, secondo le opposizioni, risultano «ancora più gravi» le parole del consigliere comunale di maggioranza Elvis Cosimi, che ha definito «l’antifascismo mafia», con il sostegno – attraverso i like sui social – dell’intero gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Piombino.
«Qui non siamo davanti a una semplice provocazione social – si legge nel comunicato – ma a un’operazione cinica e strumentale, che usa un fatto drammatico per fare propaganda, confondere tutto e parlare alla pancia delle persone».
«Principio fondativo della Repubblica»
Nel documento si ribadisce che «l’antifascismo non è un’opinione e non è uno slogan», ma «un principio fondativo della Repubblica, scritto nella Costituzione nata dalla Resistenza». Assimilarlo alla mafia, secondo i firmatari, significa «delegittimare la storia democratica del Paese e offendere le istituzioni».
Nel comunicato si distingue inoltre tra diritti e reati: «Manifestare è un diritto costituzionale. Aggredire un poliziotto con calci, pugni e martellate è un crimine». Confondere le due cose, viene sottolineato, «lo fa volutamente».
La richiesta al sindaco
Le opposizioni affermano di non voler «ricavare un vantaggio politico» da quanto accaduto, ma accusano altri di praticare una politica del «tutto fa brodo», capace di usare qualunque cosa – anche la violenza – pur di dividere e raccogliere consenso.
Per queste ragioni, le forze firmatarie ritengono che affermazioni di questo tipo siano «incompatibili con il ruolo istituzionale di un consigliere comunale». Secondo le opposizioni, Cosimi dovrebbe «trarne le conseguenze», oppure il suo referente politico – il sindaco di Piombino, anche coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – dovrebbe chiedergli di farlo.
Il comunicato si chiude con un appello diretto al primo cittadino: «Chiediamo al sindaco di Piombino di prendere pubblicamente e chiaramente le distanze» da queste affermazioni e dall’atteggiamento del suo gruppo consiliare.
«Chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di difendere la Costituzione, rispettare la verità dei fatti e contribuire a un clima democratico, non ad avvelenarlo», concludono.