PIOMBINO. È stato presentato a Palazzo Strozzi Sacrati l’Annuario Arpat 2025, il rapporto che raccoglie i dati ambientali rilevati nel 2024 in Toscana.
Una fotografia completa dello stato di salute di aria, acqua, mare, suolo e sistemi produttivi, che restituisce un quadro nel complesso positivo, ma con criticità che richiedono attenzione costante, soprattutto in una fase storica segnata dai cambiamenti climatici e dalla trasformazione industriale.
Il documento analizza oltre novanta indicatori ambientali e rappresenta lo strumento di riferimento per orientare le politiche regionali.
Focus Val di Cornia e Piombino
Per la Val di Cornia, territorio che unisce costa, aree naturali e presenza industriale, l’Annuario offre spunti particolarmente significativi.
Qui ambiente, industria siderurgica, portualità e turismo convivono da decenni in un equilibrio delicato.
Mare e balneazione: costa promossa
Le acque di balneazione della costa della Val di Cornia confermano livelli elevati di qualità.
I tratti costieri di Piombino, San Vincenzo e Baratti rientrano in larga parte nelle classi più alte, con classificazioni “eccellenti” o “buone”.
Un dato importante non solo sul piano ambientale, ma anche economico, visto il peso del turismo balneare per il territorio.
A livello regionale si registra un lieve calo complessivo rispetto al triennio precedente, ma il dato resta ampiamente positivo.
Aria: situazione stabile, ma attenzione ai nuovi limiti europei
Sul fronte della qualità dell’aria, il 2024 conferma in Toscana il rispetto dei limiti vigenti per PM10, PM2,5 e biossido di azoto.
Anche nelle aree industriali costiere non emergono superamenti strutturali dei parametri attuali.
Tuttavia, la nuova direttiva europea che entrerà progressivamente in vigore riduce in modo significativo i limiti consentiti. Con le nuove soglie, molte stazioni toscane supererebbero i valori ammessi.
Per un territorio come Piombino, interessato da un importante processo di rilancio industriale legato alla siderurgia e alla transizione tecnologica, il tema della qualità dell’aria diventa ancora più centrale.
Acque superficiali: il nodo dei fiumi
Più complessa la situazione delle acque superficiali a livello regionale.
Nel triennio 2022-2024 solo il 30% dei corpi idrici monitorati raggiunge uno stato ecologico buono o elevato, con un calo rispetto al periodo precedente.
Anche i corsi d’acqua della Val di Cornia risentono delle pressioni climatiche: eventi estremi, periodi di siccità alternati a piogge intense, modificano gli equilibri ecologici.
Il cambiamento climatico emerge come fattore trasversale che influisce su ecosistemi, disponibilità idrica e qualità ambientale complessiva.
Industria e transizione: equilibrio delicato
La Val di Cornia è uno dei territori toscani dove la dimensione ambientale si intreccia maggiormente con quella industriale.
I controlli sugli impianti produttivi rientrano nel monitoraggio ordinario di Arpat, che verifica il rispetto delle autorizzazioni ambientali.
Nel contesto della possibile evoluzione industriale di Piombino – tra rilancio siderurgico e innovazione tecnologica – la disponibilità di dati ambientali aggiornati diventa uno strumento essenziale per valutare impatti, prevenire criticità e garantire sostenibilità.
Cambiamenti climatici: effetti sempre più visibili
L’Annuario evidenzia come gli eventi meteorologici estremi registrati tra fine 2023 e 2024 abbiano inciso sugli ecosistemi fluviali e marini.
Per territori costieri come Piombino e San Vincenzo, l’aumento dell’intensità delle piogge e l’innalzamento delle temperature rappresentano variabili che influiscono su qualità delle acque, erosione costiere biodiversità marina.
Un territorio chiave per l’equilibrio ambientale toscano
Il quadro che emerge per la Val di Cornia è quello di un territorio complesso, dove i dati ambientali non segnalano emergenze strutturali, ma dove la vigilanza deve restare alta.
Mare di qualità, aria sotto controllo, ma attenzione a evoluzione dei limiti europei più stringenti, stato ecologico delle acque interne, effetti del cambiamento climatico ed equilibrio tra sviluppo industriale e tutela ambientale.
L’Annuario Arpat 2025 diventa così uno strumento fondamentale per accompagnare le scelte future del territorio, in una fase in cui ambiente ed economia non possono più essere considerati ambiti separati.