ARCIDOSSO. Potrà tornare nella sua Montelaterone, frazione di Arcidosso, Angelo Francesco Simionato, il giovane di 22 anni finito in carcere a Torino dopo i violenti disordini scoppiati a margine della manifestazione contro la chiusura del centro sociale Askatasuna.
Dopo l’interrogatorio di garanzia, il giudice ha infatti deciso di attenuare la misura cautelare, disponendo per il giovane gli arresti domiciliari. Una decisione che arriva nonostante la richiesta della Procura di mantenere la detenzione in carcere.
Cade l’ipotesi di tentato omicidio
Un passaggio rilevante nell’inchiesta riguarda l’accusa più grave inizialmente ipotizzata. La Procura di Torino ha escluso il tentato omicidio per tutti gli arrestati e per i manifestanti denunciati a piede libero in relazione all’aggressione subita dal poliziotto Alessandro Calisto.
Una linea diversa da quella auspicata nei giorni scorsi anche dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, che aveva chiesto una risposta giudiziaria più severa. Gli altri due uomini finiti in carcere, sono stati rilasciati con l’obbligo di firma.
Il ruolo di Simionato secondo gli investigatori
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Simionato non avrebbe partecipato direttamente al pestaggio dell’agente. Si trovava però nelle retrovie del gruppo di anarchici e, sempre secondo l’accusa, avrebbe incitato l’azione violenta.
Nel filmato circolato nelle ore successive agli scontri, il 22enne sarebbe riconoscibile nei primi istanti: giubbotto rosso e volto scoperto, elementi che lo avrebbero reso facilmente identificabile dagli agenti impegnati nel servizio di ordine pubblico.
L’arresto e le ulteriori contestazioni
Proprio sulla base di questi elementi, Simionato è stato arrestato in flagranza differita con l’accusa di concorso in rapina, poiché durante gli scontri alcuni manifestanti si sono impossessati dello scudo e di altri strumenti in dotazione al poliziotto ferito.
Non solo. Al giovane viene contestato anche un secondo episodio: il lancio di oggetti contundenti contro un cordone della polizia. Per questo fatto è stato denunciato per aggressione a pubblico ufficiale.
La richiesta della Procura e la decisione del Gip
Nonostante la caduta dell’accusa di tentato omicidio, la Procura aveva ribadito la richiesta che tutti e tre gli arrestati, compreso Simionato, restassero nel carcere delle Vallette, in attesa degli sviluppi giudiziari.
La decisione finale del Gip è stata differente: il 22enne va agli arresti domiciliari.



