VAL DI CORNIA. I sindaci di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto e Sassetta hanno siglato un protocollo d’intesa con il soprintendente Valerio Tesi.
L’obiettivo è chiaro: unire le forze per riconoscere, proteggere e valorizzare l’identità culturale e il paesaggio agrario della Val di Cornia, inteso come patrimonio storico e civile.
L’identità della Val di Cornia: tra storia e natura
Il territorio si presenta come un mosaico prezioso dove l’azione dell’uomo e della natura si intrecciano da secoli. Dai siti archeologici di Populonia e Baratti ai parchi minerari di San Silvestro, fino ai borghi storici e alle aree naturali come la Sterpaia e Rimigliano, ogni elemento contribuisce a creare un sistema culturale unico che si affaccia sulla piana del fiume Cornia.
La Val di Cornia si distingue per l’intreccio di componenti naturali e antropiche che è il risultato di stratificazioni storiche, naturali e insediative e nel suo insieme definisce un sistema culturale e paesaggistico di grande valore identitario. Il quadro panoramico trae parte irrinunciabile del suo valore dall’interazione tra i beni archeologici e architettonici presenti e il contesto di giacenza.
La pianura agricola: connettore strategico e risorsa economica
La piana non è solo uno spazio geografico, ma l’anello di congiunzione vitale tra la costa e le colline. La sua integrità è fondamentale: uno scadimento della qualità paesaggistica della pianura metterebbe a rischio l’intero sistema.
La necessità di tutela della pianura agricola della Val di Cornia, nella duplice funzione di risorsa economico produttiva del territorio e di componente sostanziale del paesaggio, è stata oggetto nel tempo di esplicita attenzione nella pianificazione urbanistica comunale, così come la tutela e la valorizzazione delle produzioni tipiche dei territori rurali che nel corso degli anni hanno conseguito significativi marchi di qualità (Doc, Docg, ecc.).
Obiettivi dell’accordo: tutela attiva e transizione energetica
L’intesa nasce per definire linee guida condivise e istituire un tavolo tecnico. Questo organismo avrà il compito di monitorare il territorio, individuare le aree meritevoli di protezione e, soprattutto, trovare un equilibrio armonioso tra la salvaguardia del paesaggio e le nuove sfide della conversione energetica, garantendo una governance collettiva.
Collaborazione e Costituzione
I sindaci hanno espresso grande soddisfazione per questo passo avanti verso una gestione condivisa, sottolineando come la dimensione rurale sia un valore identitario imprescindibile.
L’accordo elaborato, che di fatto dà il via anche all’istituzione di un tavolo tecnico che avrà il compito di raccordare le amministrazioni, individuare le aree agricole meritevoli di tutela e monitorare lo stato di avanzamento dei lavori, nasce proprio dall’esigenza di rafforzare la cooperazione tra gli enti, consentendo l’individuazione di linee di tutela e valorizzazione del territorio e di coniugare tutela e conversione energetica.
«La sottoscrizione di questo accordo – sottolineano i sindaci – rappresenta un passo importante verso una governance condivisa del nostro territorio. Ringraziamo la Soprintendenza per la disponibilità e il dialogo costruttivo, che hanno consentito di avviare un percorso comune fondato sulla collaborazione istituzionale. Il territorio che amministriamo – hanno aggiunto – è storicamente, culturalmente e paesaggisticamente legato a una dimensione agricola e rurale che riteniamo un valore da tutelare».
Il soprintendente Valerio Tesi ha richiamato i principi della Costituzione, ribadendo che la tutela del paesaggio è efficace solo se frutto di un dialogo costante tra istituzioni per coniugare conservazione e futuro:
«La tutela del nostro paesaggio, che rappresenta e contribuisce a definire l’identità delle comunità e dell’intera Nazione e come tale è posto tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, si può compiere con efficacia solo in uno stretto dialogo e in una costante collaborazione tra amministrazioni locali e Soprintendenza, che devono lavorare insieme per costruire processi e prospettive in cui coniugare armoniosamente tutela e sviluppo, conservazione e futuro. L’accordo sottoscritto, ne sono certo, ci consentirà di costruire insieme una tutela attiva del bellissimo paesaggio della Val di Cornia».
Un percorso comune con il mondo agricolo
Il progetto non vuole essere calato dall’alto, ma intende consolidare il legame con chi la terra la lavora. Gli amministratori hanno già avviato confronti con le associazioni di categoria agricole per condividere strategie e strumenti.
Una volontà comune, dunque, che mira a rafforzare il ruolo cruciale della Valle del Cornia come elemento strategico di connessione tra i diversi paesaggi della zona, evitando uno scadimento della qualità paesaggistica della pianura che costituirebbe una minaccia per l’integrità del territorio e che intende consolidare un rapporto di confronto rinnovato con il mondo agricolo, asse portante della nostra economia.
I sindaci e le sindache della Val di Cornia hanno infine preso contatti con le associazioni di categoria agricole al fine di condividere gli obiettivi da raggiungere e confrontarsi su strumenti e strategie da attuare.
L’ambizione di tutelare il nostro territorio, con le sue peculiarità e ricchezze, passa dalla capacità di costruire un percorso comune in grado di sostenere l’iniziativa privata, non perdendo l’orizzonte pubblico.
«Contiamo in questo modo – affermano gli amministratori e le amministratrici – di dissipare dubbi e preoccupazioni e costruire un efficace sodalizio nell’interesse collettivo».