ALBINIA. Un incontro insolito e preoccupante è avvenuto di buon mattino ad Albinia, nella zona del ristorante Il Bracconiere.
Secondo quanto riferito dal Comitato Pastori d’Italia, un lupo è entrato nello spazio dedicato agli aperitivi e agli incontri conviviali del locale, sotto lo sguardo incredulo dei presenti.
La segnalazione è stata confermata da Mirella Pastorelli, presidente nazionale del Comitato, che ha ricevuto l’avviso nelle prime ore della giornata. A documentare l’episodio, anche una fotografia che mostra l’animale all’interno del locale.
Pastorelli: «Lupi sempre più confidenti con l’uomo»
«Il lupo – sottolinea Pastorelli – sta diventando sempre più confidente nei confronti dell’uomo. Non ha più timore di avvicinarsi a zone antropizzate, con tutte le conseguenze del caso».
Secondo il Comitato, nelle campagne della Maremma si aggirano ormai un numero indefinito di lupi e ibridi, capaci di mettere in crisi:
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la sopravvivenza delle aziende agricole e zootecniche,
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la sicurezza degli animali da affezione,
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la serenità delle comunità rurali.
L’allarme dei pastori: «Politica ferma, danni enormi»
Il Comitato denuncia da tempo la mancanza di risposte concrete:
«Dinanzi a situazioni così eclatanti è vergognoso che la politica non prenda sul serio il problema. Mentre altri Paesi europei hanno già avviato deroghe per contenere la popolazione dei lupi, in Italia si continua a perdere tempo».
Un ritardo che, secondo gli allevatori, rischia di compromettere il Made in Italy agroalimentare, fiore all’occhiello del Paese ma oggi messo a rischio dalla difficoltà di gestire gli attacchi ai greggi.
Un fenomeno in crescita in tutta la Maremma
Quello di Albinia non è un caso isolato: negli ultimi mesi si moltiplicano le segnalazioni di lupi avvistati non solo nelle campagne, ma anche vicino a centri abitati, aziende agricole e strutture turistiche.
La presenza crescente dei predatori genera un duplice effetto:
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insicurezza per gli allevatori, che vedono ridursi la redditività dei loro greggi,
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allarme tra i cittadini, che temono episodi sempre più ravvicinati.
L’appello finale: «Servono soluzioni immediate»
Il Comitato Pastori d’Italia lancia un forte appello alle istituzioni:
«Basta rinvii e divisioni politiche. Servono interventi immediati e concreti per tutelare le aziende, i cittadini e la nostra produzione agroalimentare».
La vicenda del lupo al ristorante diventa così il simbolo di un’emergenza che in Maremma, terra di pastorizia e tradizioni agricole, rischia di diventare sempre più fuori controllo.
Il contesto: lupi e pastorizia in Maremma
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Popolazione in crescita – Secondo le ultime stime, in Toscana vivono circa 1.000 lupi, distribuiti in una settantina di branchi. La Maremma è una delle aree più popolate.
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Attacchi agli ovini – Ogni anno si registrano centinaia di capi di bestiame predati. Solo nella provincia di Grosseto le segnalazioni arrivano a migliaia di animali persi tra pecore e capre.
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Ibridi lupo-cane – Oltre ai lupi “puri”, cresce la preoccupazione per gli ibridi, più difficili da censire e più confidenti con l’uomo.
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Deroghe in Europa – In diversi Paesi UE (come Francia, Germania e Svizzera) sono già state introdotte deroghe al regime di tutela del lupo, permettendo abbattimenti controllati.
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Italia in ritardo – Nonostante il declassamento del lupo a livello europeo (da specie “strettamente protetta” a “protetta”), in Italia le misure concrete di contenimento non sono ancora state attuate.
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Impatto economico – La pastorizia, settore identitario della Maremma, è sempre più sotto pressione: allevatori costretti a recinti elettrificati, cani da guardiania e risarcimenti spesso tardivi o insufficienti.



