ALBINIA. La Costa d’Argento, Albinia e tutta la bassa Maremma piangono GiovannAntonio Valente, per tutti semplicemente Tonino, scomparso nella mattina del 12 marzo all’ospedale di Orbetello all’età di 72 anni.
Una malattia lo ha portato via in soli diciotto giorni, lasciando un vuoto immenso in chi lo conosceva e lo amava. Lascia la moglie Elisabetta, figli Tommaso e Niccolò e i nipoti.
L’amore che lo portò in Maremma
Di origine fiorentina, Tonino incontrò molto giovane Elisabetta Tintori, che sposò nel 1977. Fu proprio quell’unione a portarlo in Maremma, terra che divenne presto la sua casa. Qui seppe inserirsi con naturalezza, conquistando nel tempo affetto e rispetto grazie al suo carattere aperto, disponibile e sempre cordiale
L’uomo che scelse la Maremma
Fu quell’amore a portarlo in Maremma, dove GiovannAntonio seppe farsi amare e rispettare da tutti. Con la sua naturale simpatia e disponibilità, riuscì a integrarsi perfettamente in una realtà molto diversa dalla sua Firenze. La Maremma divenne la sua casa, e lui una presenza preziosa per chiunque avesse la fortuna di conoscerlo.
Il calcio e quel gol rimasto nella memoria
Prima di diventare il volto familiare di tanti, GiovannAntonio era un calciatore: di lui l’amico ed ex compagno di squadra Luciano Tommasi racconta con commozione: «Ci conosciamo da sempre. Eravamo compagni di squadra nell’Albinia, era una mezz’ala destra con grande visione di gioco e un destro potente e preciso. Chi ha giocato con lui non potrà mai dimenticare quel gol straordinario in una partita di campionato: un gran tiro da quasi trenta metri, perfetto, che finì sulle copertine dei giornali dell’epoca. Il calcio era una passione, ma solo una parte della sua storia».
Il Volto familiare di “Da Renato”
Per anni Tonino è stato una presenza quotidiana al Ristorante Albergo “da Renato”, ad Albinia dove gestiva il bar e il ristorante. Chi entrava trovava molto più di un caffè o di un bicchiere di vino. Trovava lui: una battuta pronta, un sorriso, una chiacchiera sincera. Negli ultimi anni si occupava dell’albergo, continuando a essere quel punto di riferimento discreto e gentile per tutti.
La famiglia al centro di tutto
La sua vera ricchezza era la famiglia a cui era legato profondamente. Con Elisabetta costruì una vita lunga e piena d’amore, e nei figli Tommaso e Niccolò trovava la gioia più grande. Da qualche anno era diventato nonno e questo l’aveva reso felicissimo.
Era un padre presente, orgoglioso, affettuoso. Di lui resterà il ricordo di una persona che si è inserita in una terra non sua, si è fatto voler bene, incarnandone con il tempo le sue stesse peculiarità Le amicizie vere, quelle nate decenni fa e cresciute tra campi di calcio, serate, risate e vita condivisa, non si cancellano.
GiovannAntonio resterà nei racconti, nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o semplicemente di sedersi al suo bar per scambiare due parole. E resterà ogni volta che qualcuno dirà, con un sorriso e un po’ di nostalgia: «Ti ricordi quel destro da trenta metri?».
L’ultimo saluto
Le esequie saranno celebrate venerdì 13 marzo alle 15 nella chiesa Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Albinia. Seguirà il trasferimento al tempio crematorio di Grosseto. La famiglia ha chiesto di non inviare fiori ma offerte alla Misericordia di Albinia.



