di ROSSANO MARZOCCHI
Chi in passato ha ammirato le auto e le moto d’epoca nelle mostre locali avrà avuto occasione di notare tre bellissime motociclette storiche: una Harley Davidson del 1942, un Mosquito Garelli del 1953 e una Gilera Saturno del 1949.
I tre “gioielli” appartenevano ad un fine collezionista scomparso a Grosseto nel 2013: Alberto Fierli, persona poliedrica e di talento, che nella vita ha coltivato la passione per i veicoli d’epoca e per la musica.
Dall’Argentario a Grosseto
Secondogenito dopo Adolfo, Alberto nasce il 31 maggio 1949 a Orbetello in casa, come si faceva allora, da Argentina e Mario, all’epoca direttore del molino nella cittadina lagunare.
All’età di dieci anni si trasferisce con la famiglia a Grosseto. Diplomato in ragioneria, presta servizio militare nei Carabinieri a Torino, dove nella Banda dell’Arma suona il sassofono, strumento che lo accompagnerà, assieme al flauto, nel resto della vita.
La musica come compagna di vita
Tornato a Grosseto viene assunto alla Sip, dove conosce la sua futura moglie, Rita Torzoni.
Ma i fili del telefono si intrecciano a quelli della musica perché Alberto, oltre all’abilità tecnica, possiede la dote e la sensibilità creativa.
Grazie a questa predisposizione, infatti, arrangia e compone brani, rielaborando il mondo musicale del passato, quando Grosseto aveva la sua Rotonda sul mare.
Il sodalizio con Zomba
Celebre il sodalizio con Fosco Marchetti, in arte Zomba, cantante grossetano di grido negli anni Cinquanta e Sessanta, col quale incide cinque album e fa memorabili serate.
Fierli compone anche testo e musica del brano “Madremaremma”, titolo che richiama la “Nostalgia” carducciana per questa terra, nel caso di Alberto Roccalbegna, paese natale della madre, dove da ragazzo trascorreva le estati.
Il fascino delle moto e delle auto storiche
Alla musica Fierli accosta un’altra passione, apparentemente distante, ma che con essa ha in comune il gusto del bello e dei tempi andati.
Si tratta delle auto e moto d’epoca, che restaura, anzi restaurava da solo e che, quasi come in un museo, abbiamo ammirato in passato nelle varie mostre anche nel centro cittadino.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







