GROSSETO. Sulla vicenda degli abbattimenti degli alberi in città scoppia un nuovo caso politico. Dopo la sentenza del Tar sulla situazione di piazza Ponchielli, Grosseto Città Aperta attacca il sindaco e parla di «informazioni false diffuse dal Comune».
Tutto parte dal comunicato dell’amministrazione, pubblicato su sito istituzionale e social, in cui si parla di «vittoria al Tar».
Una ricostruzione che, secondo l’opposizione, non corrisponde alla realtà dei fatti, così come aveva già detto il Comitato di piazza Ponchielli.
«Il Tar non ha dato ragione al Comune»
«Un falso clamoroso – denuncia Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta – Il Tar non è entrato nel merito del ricorso, ma lo ha chiuso per presunto difetto di rappresentatività del comitato. Nessuna vittoria, nemmeno sulle spese legali, visto che sono state compensate».
Ad aggravare la polemica, secondo De Martis, c’è il fatto che la nota non sarebbe una semplice uscita politica: porta la firma dell’ufficio comunicazione del Comune.
«Una distorsione dei fatti – afferma – diffusa come comunicazione istituzionale e quindi pagata dai cittadini».
Commissione di garanzia investita del caso
La questione, annuncia De Martis, è già stata portata al presidente della commissione di controllo e garanzia, con richiesta di approfondimenti sul comportamento del Comune e sull’intero iter degli abbattimenti.
Le criticità sollevate dall’opposizione:
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verifiche tecniche affidate a professionisti esterni nonostante la presenza di un agronomo interno
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ritardi «ingiustificati» nel rilascio degli atti richiesti dal gruppo consiliare
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presunta violazione degli obblighi di trasparenza del regolamento del verde
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possibile danno erariale per abbattimenti ritenuti non necessari da più tecnici indipendenti
«Il sindaco attacca i cittadini invece di ringraziarli»
Nelle prossime settimane, secondo la stessa opposizione, il piano porterebbe a tagliare oltre 200 alberi, cambiando il volto della città.
«Invece di attaccare chi si impegna per la comunità – conclude De Martis – il sindaco dovrebbe essergli grato. Questi sono i buoni cittadini: si affidano alle vie istituzionali per tutelare l’interesse pubblico. Il primo cittadino dovrebbe prendere esempio».




