Agricoltura in allarme: rincari, clima e rischio speculazioni | MaremmaOggi Skip to content

Agricoltura in allarme: rincari, clima e rischio speculazioni

Il presidente di Cia Grosseto Donato denuncia il calo delle semine, i possibili rincari energetici e i rischi legati alle tensioni internazionali e all’accordo Mercosur
Un trattore al lavoro mentre coltiva campi
Trattore nel campo

GROSSETO. È stato il neo presidente della Confederazione italiana agricoltori di Grosseto, Edoardo Donato, ad aprire il primo consiglio direttivo dell’organizzazione con un intervento di forte impronta politica e sindacale, nel quale ha delineato le principali criticità che stanno colpendo il settore agricolo.

Secondo Donato, l’agricoltura maremmana si trova oggi davanti a una fase molto delicata, segnata da instabilità internazionale, aumento dei costi di produzione e difficoltà climatiche.

Energia e tensioni internazionali: cresce la preoccupazione

Particolare attenzione è stata dedicata alle conseguenze economiche legate alle tensioni nell’area del Mediterraneo e all’attacco degli Stati Uniti all’Iran.

Secondo il presidente di Cia Grosseto, eventuali criticità nello Stretto di Hormuz potrebbero avere effetti immediati sul sistema agricolo, visto che da lì transita una parte rilevante del petrolio e del gas mondiale.

«Un aumento dei prezzi dell’energia – ha spiegato – si traduce inevitabilmente in un aumento dei costi per le aziende agricole, a partire dal gasolio agricolo fino ai fertilizzanti, la cui produzione è fortemente legata al prezzo del gas».

Donato: «Attenzione alle speculazioni»

Il timore principale riguarda il rischio di rincari non giustificati. Â«Quello su cui dobbiamo vigilare con la massima attenzione – ha sottolineato Donato – è che alle difficoltà reali non si sommino operazioni speculative».

Il presidente ha ricordato che già il giorno successivo all’esplosione del conflitto si sono registrati i primi aumenti.

«Non vorremmo che fossero aumenti non legati a problemi reali di approvvigionamento ma a semplici dinamiche speculative. Il nostro settore, già in crisi, non può permettersi ulteriori pressioni».

Piogge e semine: in alcune aree cali fino all’80%

Un altro nodo riguarda il comparto cerealicolo.

Le piogge persistenti dei primi mesi dell’anno hanno determinato una drastica riduzione delle semine, con stime che in alcune aree parlano di cali fino all’80%.

Una situazione che rischia di avere ripercussioni su tutta la filiera: aziende agricole, cooperative e mercati dovranno confrontarsi con una significativa carenza di prodotto.

Il nodo delle rotazioni colturali

Sul fronte istituzionale Donato ha ricordato l’attivazione della Regione Toscana nei confronti del Governo e delle istituzioni europee per trovare soluzioni ai vincoli della Politica agricola comune.

«Ci auguriamo che si arrivi rapidamente a una soluzione – ha affermato – perché oltre al danno non possiamo permetterci anche penalizzazioni o sanzioni per chi non ha potuto seminare a causa delle condizioni climatiche».

Mercosur e concorrenza agricola: «Europa troppo debole»

Donato ha poi criticato le scelte europee sull’accordo commerciale del Mercosur.

«L’intesa rischia di creare condizioni di concorrenza non equilibrate per le imprese agricole europee».

Secondo il presidente di Cia Grosseto, in alcuni Paesi sudamericani sono consentite pratiche produttive vietate in Europa, come l’utilizzo di ormoni per la crescita degli animali.

«Consentire l’ingresso di queste produzioni nel mercato europeo significa mettere in difficoltà le nostre aziende e l’intero sistema agroalimentare».

Agricoltura sotto pressione

Il quadro delineato da Donato è quello di un settore chiamato a reggere contemporaneamente crisi climatica, instabilità geopolitica e pressione economica.

Una fase che, secondo il presidente di Cia Grosseto, richiede una forte azione di rappresentanza per difendere il reddito delle imprese agricole.

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