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Addio all’Oasi degli Dei: le sculture di Giorgio Verdura lasciano l’Elba dopo 17 anni

Dopo diciassette anni e la scomparsa dell’artista visionario Giorgio Verdura, le monumentali divinità in marmo lasciano Porto Azzurro: un’operazione di trasporto speciale di una ditta di Venturina le trasferisce in una residenza privata a Treviso
Le opere di Giorgio Verdura caricate sul camion della ditta Moviter Sas

VENTURINA TERME. Si chiude definitivamente un capitolo durato quasi vent’anni, un sodalizio tra arte, mare e solidarietà che aveva reso i fondali dell’Isola d’Elba un museo sottomarino unico nel suo genere.

Lo scorso 19 marzo, le monumentali sculture dell’Oasi degli Dei, create dal genio visionario di Giorgio Verdura, sono state rimosse e hanno lasciato l’isola dirette verso il Veneto.

Ad effettuare il delicato trasporto è stata la ditta di trasporti speciali Moviter Sas di Venturina Terme.

La fine di un’era e il trasloco speciale

La partenza delle opere era stata preannunciata lo scorso ottobre 2025, a pochi mesi dalla scomparsa dell’artista, avvenuta nell’aprile dello scorso anno all’età di 62 anni.

Dopo diciassette lunghi anni di permanenza sul territorio elbano, il trasferimento segna il tramonto di un progetto che ha fatto sognare residenti e turisti.

Le operazioni di movimentazione e logistica sono state particolarmente delicate data la natura monumentale delle opere. Ad effettuare il trasporto è stata la ditta di trasporti speciali di Silvia Aita e Martino Campo , con sede a Venturina, che ha curato il delicato viaggio dei colossi di marmo dall’arcipelago verso la terraferma.

«Siamo stati contattati a fine febbraio dalla nipote dell’artista Giorgio Verdura, per la necessità di dover rimuovere parte delle statue, scolpite dall’artista e facenti parte delle opere “L’Oasi degli Dei”, collocate sulla banchina del porto di Porto Azzurro – racconta Silvia Aita -.
Le operazioni di rimozione sono avvenute il giorno 19 marzo, dalle ore 10 fino al primo pomeriggio e sono state eseguite da Martino Campo della ditta Moviter Sas di Venturina Terme, sotto indicazioni del responsabile dell’area tecnica, tutela ambientale e demanio, geometra Riccardo Ravaioli e con l’aiuto di una squadra di operai comunali. Le statue, dopo esser state caricate sul camion, sono state trasferite per la notte nella sede della Moviter e, l’indomani mattina, hanno continuato il loro viaggio, verso una villa privata nella provincia di Treviso».

Il sogno sommerso di Giorgio Verdura

Giorgio Verdura non era solo uno scultore, ma un sommozzatore e un artista visionario che credeva nel potere terapeutico della bellezza. Il suo progetto originario era straordinario: collocare le opere sul fondo marino per creare un percorso artistico subacqueo.

Realizzate con il pregiato marmo dell’Isola d’Elba, le statue raffiguranti divinità come Nettuno e Venere non erano solo oggetti estetici. Verdura accompagnava personalmente le persone, con un’attenzione speciale verso i diversamente abili, a visitare le opere adagiate sul fondale, regalando loro un’esperienza sensoriale e spirituale senza barriere.

Dalle piazze dell’Elba a una villa a Treviso

Per lungo tempo le sculture sono state ospitate a Porto Azzurro; dopo un periodo di esposizione a terra, la loro collocazione era stata spesso oggetto di dibattito. Alcune erano rimaste visibili nel borgo azzurro, altre erano state depositate a Portoferraio in attesa di una sistemazione definitiva che non ha mai trovato compimento sull’isola.

Il 19 marzo si è consumato l’atto finale: le divinità di marmo sono state caricate per raggiungere una villa privata a Treviso, dove saranno custodite da una parente stretta dell’artista.

L’Elba perde così una parte della sua identità artistica contemporanea e quel “sogno di marmo” che per quasi due decenni ha abitato le sue acque.

 

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