GROSSETO. Un artista a 360 gradi, capace di creare dipinti, statue e bassorilievi in rame. Uno di quelli che sapeva come esprimersi con colori, materiali e metalli. Era questo Mario Martini, l’artista che se n’è andato nella notte fra il 14 e il 15 luglio a 96 anni.
Mario ha dedicato la sua vita all’arte e alla sua famiglia e con amore e dedizione si è costruito una carriera.
L’arte per il 96enne era una parte integrante della sua vita e, sempre con il suo sorriso, ha donato una sua opera, oggi esposta al Viminale, ai presidenti della Repubblica Sandro Pertini e a Giuseppe Saragat.

L’arte di Mario
Mario amava l’arte in ogni sua forma e si dedicava alla pittura, alla scultura e alla lavorazione del rame. Sono molte le sue opere che colorano e rendono meraviglioso il territorio di Grosseto, fra cui il monumento ai caduti del lavoro in via Inghilterra a Grosseto e il Cavallino a Marina di Grosseto.
Una passione innata nel cuore del 96enne, che ha sempre scelto l’arte fin da bambino.
Martini era sempre sorridente e gentile, per questo molti lo accoglievano a braccia aperte ogni volta che lo vedevano. Era eclettico, solo come un artista sa essere.
La sua prima personale risale al 1962 a Roma nella Galleria Il camino. Il grande successo di questa sua personale gli frutta un invito ad esporre a New York alla Garden Gallery. Nella sua vita ha allestito 40 mostre personali esponendo in America, Francia, Germania, Svizzera, Messico e nelle maggiori città italiane.
Il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat possedeva un’opera di Martini in rame sbalzato e cesellato che si chiama “Il domatore“. E anche Sandro Pertini, al quale fu donato “Il buttero di Maremma“.
L’arte di Mario si trova esposta in diverse parti d’Italia. Attraverso i suoi bassorilievi in rame, quadri e monumenti il ricordo dell’uomo sarà sempre impresso nel cuore di tutti coloro che hanno condiviso con lui un momento o hanno ammirato le sue opere.



