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Addio a Riccardo Terrosi, il visionario che ha portato la robotica nel mondo

Muore a 62 anni a Chicago l’innovatore e divulgatore medico: con Giulianotti ha reso Grosseto un punto di riferimento internazionale della chirurgia robotica
Riccardo Terrosi

GROSSETO. Se si vuole trovare una parola per definire Riccardo Terrosi, è senza dubbio innovatore. Ma anche divulgatore medico, grazie al lavoro svolto con TiGì Meeting e Congressi, la società della quale era presidente e amministratore. E soprattutto, con il suo impegno, Terrosi ha contribuito a far crescere la robotica nel mondo.

Amico fraterno di Piercristoforo Giulianotti, Terrosi è morto nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 a Chicago, nella casa del pioniere della robotica. Insieme stavano organizzando la loro partecipazione al congresso mondiale di robotica che ogni anno si svolge a Pechino.

È stato proprio il luminare grossetano a trovarlo morto nel suo letto, stroncato da un malore che lo ha strappato alla famiglia, ai suoi tantissimi amici, a soli 62 anni.

La passione per la robotica

Figlio dell’indimenticabile pediatra Ferruccio Terrosi, scomparso un anno e mezzo fa a 92 anni, Riccardo non aveva seguito le orme paterne. La medicina, però, ha dimostrato di amarla in modo diverso: diventando uno dei divulgatori più importanti e sposando la causa della robotica.

Quando nel 2001 Piercristoforo Giulianotti avviò proprio a Grosseto una delle prime esperienze di chirurgia robotica in Italia, anticipando una rivoluzione destinata a cambiare per sempre la pratica chirurgica, Riccardo Terrosi iniziò a lavorare fianco a fianco con il professore.

Nel 2003 nacque in città la Scuola di chirurgia robotica di Grosseto, che dal 2007 al 2020 ha diretto con successo, formando chirurghi provenienti da tutto il mondo.

Un’esperienza che ha reso Grosseto un punto di riferimento internazionale per la chirurgia robotica avanzata e che ancora oggi viene ricordata come una delle stagioni più innovative della sanità locale. Un percorso che Terrosi ha contribuito, con la sua società, a far conoscere a livello globale.

Non solo divulgatore

Meeting, convegni, eventi: al centro c’è sempre stata la medicina. Riccardo Terrosi non ha avuto soltanto il merito di diffondere nel mondo conoscenze e innovazioni della robotica, ma anche quello di mettere in contatto la comunità scientifica internazionale.

Attraverso la sua società pubblicava interventi innovativi registrati nelle sale operatorie di tutto il mondo, contribuendo alla formazione di chirurghi e medici che potevano apprendere anche grazie a quelle immagini.

Un’idea che lo proiettava nel futuro.

Il ricordo dell’amico Edoardo Laiolo

La notizia della morte di Riccardo Terrosi è arrivata come un pugno tra gli amici del sessantaduenne, che lascia la moglie Giusy e tre figli.

«Sapere che Riccardo non c’è più è un dolore immenso – dice Edoardo Laiolo – Siamo diventati amici da ragazzini e abbiamo continuato a frequentarci fino alla scorsa settimana. È impossibile pensare che Riccardo non ci sia più».

Terrosi era legatissimo alla famiglia, al padre Ferruccio e ai suoi fratelli. Amava profondamente la sua famiglia e quella che aveva costruito con Giusy e i suoi tre figli.

«Ha avuto un ruolo importantissimo nel mondo della medicina e della robotica in particolare – aggiunge Laiolo – In me lascia un vuoto immenso, è sempre stato un amico vero. Quando si cominciava a parlare non si finiva più».

Proverbiali le cene insieme a Laiolo e all’altro grande amico, il fisioterapista Sebastiano Zuppardo.

«Era una persona davvero buona – conclude – un amico fidato e un grande innovatore, con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Mi mancherà davvero tanto».

 

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