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Addio a padre Ilarino, il frate dal sorriso gentile che amava la Maremma

Si è spento a 97 anni nell’infermeria dei cappuccini a Montughi. Per oltre un decennio fu punto di riferimento a Castiglione della Pescaia: «Arrivederci in paradiso», disse nel 2022
Padre Ilarino

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Arrivederci in paradiso». Con queste parole, nel 2022, padre Ilarino aveva salutato la comunità di Castiglione della Pescaia durante la festa per i suoi 70 anni di sacerdozio. Un congedo pronunciato con semplicità, quasi sottovoce. Oggi, quelle parole tornano con una forza diversa.

Il religioso, al secolo Giovanni Liverani, si è spento sabato 28 febbraio nell’infermeria dei frati cappuccini toscani a Montughi, in provincia di Firenze.

Aveva 97 anni ed era il decano della Provincia Toscana dei Frati Minori Cappuccini. La notizia ha raggiunto rapidamente la Maremma e l’Amiata, dove il suo nome è legato a ricordi profondi, soprattutto tra anziani e famiglie.

Undici anni a Castiglione che hanno lasciato il segno

Nato a Modigliana, in provincia di Forlì-Cesena, romagnolo di carattere e lavoratore instancabile, padre Ilarino era sacerdote da 74 anni. Ordinato l’8 marzo 1952 a Firenze dal vescovo Settimio Peroni, iniziò il suo ministero come insegnante dei giovani frati nel seminario di Ponte a Poppi, in provincia di Arezzo.

Nel 1969 arrivò in Maremma, inviato con altri confratelli nella parrocchia di Castiglione della Pescaia. Vi rimase per undici anni, un periodo che segnò profondamente lui e la comunità.

Furono anni intensi, vissuti accanto agli anziani, ai bambini, alle famiglie. Un legame che non si sarebbe mai spezzato. Non è un caso che nel 2022 abbia scelto proprio Castiglione per celebrare i 70 anni di sacerdozio. La comunità costiera gli tributò una grande festa, segno di gratitudine e affetto rimasti intatti nel tempo.

Un frate “ilare” di nome e di fatto

Il nome religioso Ilarino gli calzava a pennello. Gioviale, sereno, francescanamente essenziale, sapeva essere fermo quando necessario ma sempre con quel sorriso che lo rendeva immediatamente riconoscibile.

Dopo l’esperienza maremmana, il suo cammino lo portò a Livorno, nella parrocchia di Borgo dei Cappuccini, poi ad Arcidosso, Pontedera e, in due diversi periodi, all’eremo di Montecasale, in Valtiberina. Proprio lì ha vissuto fino a circa un anno fa, prima che le condizioni di salute rendessero necessario il trasferimento a Montughi.

Si è spento serenamente, come aveva vissuto la sua vocazione.

Il ricordo del vescovo e l’eredità spirituale

Durante la celebrazione del 2022 a Castiglione, il vescovo Giovanni Roncari, che era stato suo allievo, lo definì così: «Un frate felice della sua vocazione, a cui quel saio sta proprio bene».

Parole che riassumono una vita interamente dedicata al Vangelo e alle persone. I rapporti tra i due non si erano mai interrotti, così come non si era mai interrotto il filo che legava padre Ilarino alla Maremma.

Quell’«arrivederci in paradiso» pronunciato tre anni fa oggi appare come il distillato di un’esistenza nella quale Dio ha sempre avuto il primo posto.

La messa di esequie sarà celebrata lunedì 2 marzo alle 10 nella chiesa dei Cappuccini a Montughi. Anche dalla Maremma in molti si preparano a dare l’ultimo saluto a un frate che, con discrezione e sorriso, ha lasciato un segno profondo nella storia spirituale del territorio.

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