PIOMBINO. In questo tiepido lunedì 19 gennaio, all’età di 88 anni, si è spenta Maria Pia Gargalini, la storica titolare del “Bar Maria Pia“, luogo che per oltre quarant’anni ha rappresentato il cuore della socialità cittadina.
Chi era Maria Pia
Nata il 30 maggio 1937, Maria Pia non è stata soltanto un’imprenditrice, ma una vera e propria icona di stile e vitalità. Impossibile non ricordarla al volante della sua leggendaria Chevrolet cabrio gialla, con la dedica personalizzata sulla fiancata, mentre percorreva le strade del centro e salutava chiunque la conoscesse con un sorriso.
Un’immagine che, insieme ai suoi immancabili fiori rossi tra i capelli e al rossetto sgargiante, faceva parte del paesaggio urbano e dell’identità stessa di Piombino.
Dopo aver abbandonato la carriera di cantante, aveva fatto la commessa nei negozi più famosi della città, come Semaforo Rosso e Donati scarpe, ma le sue doti eccentriche l’hanno portata presto a scegliere negli anni ’70 di dedicarsi ad un’attività tutta sua: il “Bar Maria Pia“.
Una vita tra accoglienza e stile
Dotata di un singolare magnetismo e di una simpatia travolgente, Mariapia era una vera e propria bellezza d’altri tempi ed è stata per generazioni di piombinesi molto più di una semplice barista. Maria Pia è stata anche un’amica sincera, un rifugio sicuro dove poter condividere le proprie gioie ma sopratutto i propri dolori. Il suo bar non era solo un luogo dove poter scambiare un momento di convivialità tra amici, era anche un posto dove nascondersi, ricaricarsi, ridere insieme.
Con i suoi occhi chiari, i ricci rossi e un’eleganza fatta di tacchi a spillo e colori vivaci, ha accolto nel suo locale adolescenti e adulti, offrendo a tutti un sorriso e una parola gentile.
Dietro l’aspetto eccentrico e curato, batteva il cuore di una donna generosa che ha affrontato la vita con coraggio. Dal carattere ribelle, forte e sicuro, Maria Pia, amante dei motori a quattro e due ruote, nascondeva un cuore tenero e passionale. Grande è stato il suo amore per il secondo marito, Renato Ginanneschi, scomparso prematuramente nel 2000 a causa di un male incurabile.
Da quel momento, Maria Pia aveva riversato tutto il suo affetto nel lavoro, rendendo il suo bar un punto di riferimento imprescindibile fino al 2014.
L’eredità e il “segreto” del bar
Dopo 44 anni di onorata attività, Maria Pia aveva scelto di cedere il testimone con un atto d’amore verso la sua città: volle fortemente che il locale restasse in mani piombinesi. Fu Cristiano Marinari a raccogliere l’eredità, ricevendo non solo le chiavi, ma anche la ricetta segreta del suo famosissimo aperitivo.
Il ricordo dei cittadini: «Un mito senza tempo»
La notizia della sua scomparsa ha immediatamente generato un’ondata di commozione. Sui social si moltiplicano a centinaia i messaggi di cordoglio, dipingendo il ritratto di una donna che è stata, a tutti gli effetti, un simbolo di libertà e originalità.
«Mi sembra di vederla passare al volante della sua macchina, inconfondibile e unica come sempre», scrive un concittadino, mentre altri la ricordano come un punto di riferimento della giovinezza: «È stata un personaggio importante della mia adolescenza… ogni volta che marinavamo la scuola andavamo da lei a fare colazione e a giocare a flipper».
C’è chi ne sottolinea il carisma eterno — «Gli anni passano ma lei è rimasta un mito, la ricordo con affetto» — e chi, invece, ne celebra lo spirito indomito: «Maria Pia, vola alto con l’anticonformismo e la fantasia che ti hanno sempre contraddistinta! Sarai eternamente la stella più brillante che veglierà su Piombino».
Il cordoglio del sindaco Francesco Ferrari
Oggi Piombino saluta una donna che ha saputo trasformare il lavoro in una forma d’arte dell’accoglienza.
Anche il sindaco Ferrari ha mostrato sui social il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia: «Con dolore apprendiamo della scomparsa di Maria Pia Gargalini, una donna che ha rappresentato per 44 anni un punto di riferimento insostituibile per Piombino con il suo storico bar in via Costa. Maria Pia non era solo una commerciante, ma un personaggio della nostra città. A nome mio personale e dell’Amministrazione comunale esprimo il più sincero cordoglio alla famiglia e a tutti coloro che le hanno voluto bene»..
Di lei, adesso, non resta che il ricordo della sua meravigliosa Chevrolet gialla che sfreccia nel vento e il sapore inconfondibile di quegli aperitivi che, ancora oggi, sanno di casa e di festa.
Lascia la figlia Patrizia Donati.