GROSSETO. Una notizia che il mondo dell’equitazione non avrebbe mai voluto sentire. La scomparsa di Giuseppe Ramirez segna la fine di un’epoca. Questa notte il marchese Giuseppe Ramirez, figura iconica e pilastro della Federazione Italiana Sport Equestri (Fise), si è spento all’età di 90 anni.
Per tutti, dai grandi campioni ai giovanissimi allievi, era semplicemente “Pippo”.
Un uomo che non ha solo vissuto lo sport, ma lo ha plasmato con eleganza, competenza e una passione che non si è mai spenta, nemmeno negli ultimi giorni della sua lunga e onorata vita.
Una vita in sella: dalle Olimpiadi alla formazione
Nato a Reggio Calabria nel 1936, il legame tra il marchese Ramirez e il cavallo è stato immediato e indissolubile.
La sua ascesa tecnica iniziò ufficialmente nel 1958, quando venne selezionato dalla Fise tra i binomi di interesse nazionale in preparazione per le Olimpiadi. Dopo una carriera agonistica di alto livello che lo ha visto calcare i campi più prestigiosi come cavaliere olimpico, Pippo ha saputo trasformare il suo talento in insegnamento.

Come istruttore di fama internazionale, ha formato centinaia di allievi, trasmettendo loro non solo la tecnica del salto ostacoli, ma soprattutto il rispetto per l’animale e i valori della nobiltà sportiva.
Negli anni 70 è stato il primo istruttore del Centro ippico maremmano a Roselle, uno dei primi storici maneggi in Maremma.
Il suo impegno istituzionale lo ha portato a diventare presidente onorario e delegato tecnico, oltre a ricoprire ruoli chiave nella Commissione formazione della Fise, dove ha lavorato instancabilmente per aggiornare e migliorare i criteri di insegnamento in Italia.
L’ultimo saluto sul campo
Nonostante l’età avanzata, la sua presenza era una costante nei campi gara di tutta la Maremma. Non mancava mai un appuntamento, una premiazione o un consiglio tecnico. La sua ultima apparizione pubblica è avvenuta a Punta Ala, in occasione del concorso del campionato maremmano di salto ostacoli organizzato da Gaia Bulgari nel suo centro ippico.
Anche in quell’occasione, Pippo aveva mostrato la solita lucidità e quell’amore per il campo ostacoli che lo ha accompagnato negli anni.
Giuseppe Ramirez è stato un vero e proprio punto di riferimento , una bussola per chiunque volesse intraprendere la carriera equestre. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel cuore della Federazione e di tutti i tesserati.
«Mancherà come l’aria» è il pensiero che ricorre nel mondo equestre.
l dolore della famiglia
La notizia del decesso è stata diffusa dalla famiglia. Il marchese lascia le figlie, Esmeralda e Beatrice, e le nipoti, che si stringono nel dolore per la perdita di un padre straordinario, esempio di rettitudine e dedizione.
Con la scomparsa di Ramirez, l’equitazione italiana perde una memoria storica e un maestro insostituibile, un uomo che ha galoppato attraverso quasi un secolo di storia, lasciando un’impronta indelebile nella sabbia di ogni maneggio.
I funerali sono in programma giovedì 15 alle 14,30 alla basilica dell’Osservanza a Siena.



