PIOMBINO. Si è spento all’età di 76 anni, Fulberto Serena, figura leggendaria della musica piombinese e autore degli album Dark Quarterer (1987) e The Etruscan Prophecy (1988), un uomo che ha attraversato la storia della musica italiana partendo dalle corde di una chitarra nella Piombino di fine anni ’60.
Con lui scompare un pezzo fondamentale di quel mosaico sonoro nato all’ombra delle acciaierie e nutrito dalla gloriosa storia etrusca della Val di Cornia.
Dagli Omega R al mito Dark Quarterer
Musicista colto e chitarrista dalla sensibilità fuori dal comune, Fulberto non è stato solo un esecutore, ma un vero e proprio pioniere.
La carriera di Fulberto affonda le radici in un’epoca irripetibile. Già attivo dalla fine dei sessanta, nel 1974 diede vita agli Omega R insieme a Gianni Nepi e Paolo Ninci. Quella formazione, nata in un clima di ribellione culturale dove il rock era l’unico linguaggio possibile, si sarebbe trasformata anni dopo nei Dark Quarterer.

Insieme ai suoi compagni, Fulberto ha traghettato il sound oscuro e immaginifico degli anni ’70 verso il nuovo millennio, restando impermeabile alle mode e fedele a un’integrità artistica che oggi è oggetto di culto mondiale.
Fondatore dei Dark Quarterer, ha guidato la band nella genesi di quel capolavoro omonimo del 1987 che ha ridefinito i confini dell’Epic Metal. Con la sua chitarra ha saputo intrecciare la potenza dell’acciaio alla complessità del rock progressivo, portando il nome della sua città nelle discografie degli appassionati del genere.
Un’eredità oltre le note

Fulberto ha avuto il merito raro di aprire le porte ad un nuovo genere musicale: ha dimostrato che in Val di Cornia si poteva sognare in grande, creando un sound solenne che ha influenzato le generazioni a venire. Fulberto non è stato solo un esecutore, ma un catalizzatore. In quella Piombino “città-fabbrica” carica di contrasti, la sua musica ha aperto la strada a molti altri.
Come ricordato spesso dai suoi colleghi, il suo esempio e i primi concerti degli Omega R/Dark Quarterer sono stati la scintilla che ha ispirato formazioni come i Domine di Enrico e Riccardo Paoli, contribuendo a rendere la Val di Cornia una terra d’elezione per il Metal italiano.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo tocco distintivo e le sue composizioni monumentali resteranno per sempre incisi nel tempo.
«Fulberto ci ha lasciato – è il messaggio di cordoglio dell’amico e collega Gianni Nepi, storico musicista di Piombino -. Io e Paolo siamo stati a trovarlo in ospedale qualche giorno fa e sono stati momenti di commozione e di affetto che non dimenticheremo mai. E ora, inaspettatamente, non c’è più. Un pezzo dei Dark Quarterer, un compagno di mille emozioni e avventure, un’ispirazione per me e per Paolo».
La comunità si stringe attorno alla famiglia e agli storici compagni di viaggio in questo momento di profondo cordoglio.