Acquedotto vecchio e guasti continui: esplode la rabbia a Niccioleta | MaremmaOggi Skip to content

Acquedotto vecchio e guasti continui: esplode la rabbia a Niccioleta

Lettera del presidente del consiglio di frazione: «Rete costruita decenni fa dalla Montecatini, disservizi continui e nessuna comunicazione»
Una veduta di Niccioleta, ora AdF apre a un confronto con la frazione
Una veduta del borgo minerario di Niccioleta, la gente protesta per i problemi con l’acquedotto

NICCIOLETA. C’è un silenzio che pesa più di altri, a Niccioleta. È il silenzio dei rubinetti.

Nel piccolo borgo arroccato tra le Colline Metallifere, dove un tempo la Montecatini muoveva centinaia di lavoratori e la miniera scandiva le giornate, oggi l’acqua arriva a singhiozzo. O, sempre più spesso, non arriva affatto.

La frazione di Massa Marittima, legata a doppio filo alla sua storia mineraria, sta vivendo settimane difficili: cali di pressione improvvisi, interruzioni non comunicate, tubazioni che cedono una dopo l’altra. E ora gli abitanti dicono basta.

Amedeo Zappi, presidente del consiglio di frazione, ha scritto una lunga lettera di protesta per denunciare una situazione definita «insostenibile».

«Rete idrica vecchia di decenni: tubi in ferro e catrame che si rompono continuamente»

La rete idrica di Niccioleta fu realizzata dalla Montecatini molti decenni fa. Le tubature sono ancora le stesse: ferro ricoperto di catrame, materiale che oggi non resiste più alle sollecitazioni e all’usura del tempo.

«Basta percorrere la strada che va dall’ingresso della frazione verso Prata — scrive Zappi — per vedere le toppe sull’asfalto, segno di riparazioni continue e spesso mal fatte».

Da anni si parla di sostituire l’intera rete e il vecchio serbatoio, che si trova nella parte alta del paese e distribuisce l’acqua “per caduta”.
Un progetto c’era, presentato circa vent’anni fa. Non è mai stato realizzato. E da allora, più nulla.

Acqua marrone, aria nelle tubature, pressioni che crollano: «Così non si può andare avanti»

Gli abitanti hanno sopportato per anni l’acqua sporca e torbida dopo ogni riparazione: marrone, piena di sedimenti, con sacche d’aria che rendevano inutilizzabili caldaie, lavastoviglie e lavatrici.

Ma nell’estate 2024 — e di nuovo nell’estate 2025 — la situazione è esplosa.

«Segnalazioni continue, almeno trenta solo tra luglio e agosto», racconta Zappi. Senza mai avere risposte soddisfacenti da AdF, né spiegazioni ufficiali sull’origine dei disservizi.

Il sospetto dei cittadini: «L’acqua al resort prima che al paese?»

Il periodo dei disservizi — luglio e agosto — e il ritorno alla normalità da metà settembre hanno alimentato il sospetto che, nei momenti di maggiore richiesta, l’acqua venisse privilegiata al grande resort di Pian dei Mucini, dotato di piscine e centinaia di posti letto.

«La conferma — spiega Zappi — l’abbiamo avuta in via informale dai tecnici: che ci confermano che, da quel momento, per l’approvvigionamento verrà data priorità alla frazione, mentre il resort userà autobotti in caso di necessità».

Il serbatoio in emergenza: lavori urgenti, poi fermi senza spiegazioni

Dall’estate 2025 è emerso anche un nuovo problema: il serbatoio principale necessita di un intervento immediato.

AdF ha avviato lavori “urgenti”, sostituendo temporaneamente il vecchio serbatoio da 50 metri cubi con due serbatoi molto più piccoli, appena 20 metri cubi totali.

Ma gli interventi — denuncia Zappi — si sarebbero poi bloccati.

«I lavori risultano fermi, sembra per sospensione dello stanziamento. Non c’è una data per il ripristino del serbatoio e si spera di concludere per l’estate. Una prospettiva inaccettabile».

Ancora più grave: nessuna comunicazione pubblica sui lavori, né sul sito di AdF né su quello del Comune.

Da metà novembre nuovi blackout: «E il servizio guasti dice che non c’è niente»

Dopo un breve periodo di calma, i problemi sono tornati.

Dal 16 novembre: cali di pressione, mancanza totale di acqua per ore, ripetuti blackout il 17, 19 e 20 novembre, nessuna segnalazione registrata al numero guasti.

«Una situazione assurda — scrive Zappi — aggravata da informazioni vaghe e contraddittorie».

«AdF fa utili milionari, ma non investe nei piccoli borghi?»

Il presidente del consiglio di frazione punta il dito anche sui bilanci.

Negli ultimi cinque anni, scrive, AdF ha registrato utili per oltre 100 milioni di euro, con 12,1 milioni nel solo 2024 e dividendi ai soci pari a 6 milioni ⁠— cifre che, secondo Zappi, rendono incomprensibile la mancanza di investimenti su realtà come Niccioleta.

«Forse nelle piccole comunità non conviene intervenire?», si domanda nella lettera.

La comunità pronta alla protesta: «Se continua così, class action e stop alle bollette»

La frazione è esasperata, e il tono finale della lettera è netto: denuncia collettiva, sospensione dei pagamenti e class action per interruzione di servizio.

«Non possiamo più accettare un servizio così carente. Paghiamo regolarmente le bollette: vogliamo acqua, trasparenza e risposte», conclude Zappi.

Un borgo che chiede dignità

Niccioleta non è un luogo qualunque: è uno dei simboli della storia mineraria italiana.

Le sue case, le sue strade, la sua comunità sono nate intorno al lavoro della Montecatini, al centro di un territorio — quello delle Colline Metallifere — che per decenni ha rappresentato la spina dorsale industriale della Toscana.

Oggi quel borgo chiede una cosa semplice e fondamentale: acqua che scorra dai rubinetti, senza paure, senza blackout, senza improvvisi silenzi.

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