PIOMBINO. Dopo la sentenza del Tar Toscana sulle concessioni per l’acquacoltura nel golfo di Follonica, arriva un comunicato congiunto di Piombino Domani e Partito democratico, che interviene sulla vicenda contestando la lettura data dall’amministrazione comunale e chiedendo chiarimenti su un progetto industriale annunciato nel 2024.
Nel documento, le due forze politiche parlano di una «narrazione piegata alla propaganda» e invitano a distinguere tra l’esito processuale della sentenza e il merito delle scelte amministrative.
«Sentenza non nel merito»
Secondo Piombino Domani e Partito democratico, la sentenza del Tar Toscana non avrebbe stabilito che la messa a gara delle concessioni fosse «l’unica strada possibile», né avrebbe respinto nel merito il ricorso delle società coinvolte.
Il tribunale amministrativo ha infatti dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, una decisione che – secondo i firmatari del comunicato – si fonda esclusivamente su un aspetto procedurale: nel frattempo le società avevano ottenuto una nuova concessione con durata più lunga, fino al 2040, facendo così venir meno l’interesse a proseguire il giudizio.
Per questo motivo, viene sottolineato, non sarebbe corretto parlare di una “vittoria” del Comune di Piombino o di una conferma piena delle scelte dell’amministrazione.
La compensazione delle spese come elemento politico
Nel comunicato viene richiamato anche un altro passaggio della sentenza: la compensazione delle spese legali.
Secondo Piombino Domani e Pd, questo elemento rafforzerebbe l’idea che non si sia trattato di un rigetto del ricorso perché infondato, ma di una pronuncia limitata agli aspetti formali.
Da qui l’accusa di una lettura «forzata» della decisione del Tar, utilizzata – sostengono – per rafforzare una narrazione politica favorevole all’amministrazione.
Il tema più ampio: il futuro dell’itticoltura a Piombino
Il comunicato allarga poi il campo a una questione ritenuta strategica: il futuro dell’itticoltura a Piombino.
Secondo le due forze politiche, manca una visione complessiva sul rapporto tra le attività produttive legate all’acquacoltura e le trasformazioni in corso nell’area del porto Enel.
Attualmente, spiegano, quell’area svolge un ruolo fondamentale per la logistica a terra delle imprese ittiche, con attività indispensabili ma anche impattanti. La prospettata riconversione turistica dell’area potrebbe rendere questi spazi incompatibili con gli usi produttivi, mettendo in discussione la stessa presenza dell’acquacoltura nel territorio.
Nel comunicato si chiede se l’amministrazione abbia valutato questo rischio e se esistano ipotesi alternative, parlando di un’assenza di una strategia integrata sullo sviluppo economico locale.
Il nodo del progetto Igf e i 144 posti di lavoro annunciati
L’ultima parte del documento è dedicata a un punto specifico: il progetto di un nuovo impianto di itticoltura da 144 posti di lavoro, annunciato dal sindaco il 21 giugno 2024, nel pieno della polemica sui bandi per le concessioni.
Il progetto era stato collegato a un investimento della società Igf (gruppo Del Pesce), presentata come realtà innovativa, tecnologicamente avanzata e ambientalmente compatibile.
Secondo Piombino Domani e Pd, su quel progetto non sarebbero mai arrivate risposte chiare. Nel comunicato si afferma che Igf oggi non esisterebbe più e che già al momento dell’annuncio avrebbe ceduto la propria attività.
Da qui la richiesta di chiarimenti: se il progetto fosse reale, se sia mai stato avviato concretamente e su quali basi industriali ed economiche poggiasse.
«Servono scelte fondate sui fatti»
Il comunicato si chiude con un appello alla trasparenza.
Su temi che riguardano lavoro, economia e futuro del territorio – sostengono Piombino Domani e Pd – non basta la propaganda, ma servono scelte chiare e fondate sui fatti, soprattutto quando in gioco ci sono settori produttivi considerati strategici per Piombino.