GROSSETO. «La sicurezza non si costruisce con gli annunci, ma con politiche pubbliche serie, investimenti reali e una visione di lungo periodo». È l’appello di Marco Simiani, parlamentare Pd, che lunedì 12 gennaio si è recato alla Cavallerizza, nel luogo dove è avvenuto il grave accoltellamento sabato sera.
«La seduta non è ancora stata ripulita e le tracce di sangue sono ancora visibili – spiega Simiani – È un segno che colpisce e che impone una riflessione seria, lontana dalle polemiche e dalle semplificazioni».
L’incontro con prefetta e questore
Nelle ore successive all’episodio, il parlamentare ha contattato la prefetta Paola Berardino e il questore di Grosseto per comprendere meglio la dinamica dei fatti. «Mi è stata confermata la presenza e il pronto intervento delle forze dell’ordine nel centro storico – racconta – Gli steward hanno immediatamente allertato i soccorsi, consentendo l’arrivo tempestivo della polizia e dell’ambulanza».
Simiani ha parlato anche con il direttore generale dell’Asl, Marco Torre, che ha confermato come il ragazzo non sia in pericolo di vita, pur avendo riportato gravi ferite al volto, con il rischio concreto di una possibile perdita della vista a un occhio. «Alla famiglia va tutta la nostra vicinanza», aggiunge.
«Basta strumenti propagandistici»
Per Simiani, il tema sicurezza viene troppo spesso affrontato in modo superficiale: «Negli ultimi anni – e in particolare negli ultimi giorni – si è scelta una narrazione populista fatta di annunci semplici ma inefficaci, come l’inasprimento delle pene o l’invio dell’esercito nelle città. Strumenti che non risolvono i problemi reali e non restituiscono sicurezza ai cittadini».
Secondo il parlamentare Pd, molte promesse del centrodestra sono rimaste disattese, in particolare sul rafforzamento strutturale degli organici delle forze dell’ordine. «Se servono più agenti, occorre fare una scelta politica chiara: investire su reclutamento, formazione e potenziamento reale dei presidi. Senza risorse vere, il presidio resta solo simbolico».
Giovani, prevenzione e welfare
L’episodio, che coinvolge un ragazzo di 16 anni già noto alle forze dell’ordine, riporta al centro anche il tema educativo e sociale. «Non possiamo limitarci all’aspetto repressivo – sottolinea Simiani – Qui c’è una generazione spesso lasciata sola, che ha bisogno di accompagnamento, prevenzione e supporto».
Il parlamentare chiede più risorse per i Comuni, per rafforzare assistenti sociali, scuole e sostegno alle famiglie, oltre a investimenti in istruzione, attività extrascolastiche e percorsi di inclusione.
Rigenerare i luoghi per rendere la città più sicura
«La sicurezza passa anche dai luoghi – aggiunge – Servono spazi più illuminati, rigenerati e vissuti, oltre al rilancio del commercio di vicinato, che storicamente rappresenta un presidio fondamentale del territorio».
Per Simiani la sicurezza è fatta di «prevenzione, welfare, urbanistica, lavoro, scuola e controllo del territorio». Un insieme di “mattoncini” che devono essere messi insieme con una visione chiara.
«Come forze di sinistra – conclude – rivendichiamo una sicurezza giusta, inclusiva e concreta, che non parla alla pancia delle persone ma alla loro vita reale. Meno propaganda, più responsabilità collettiva: è su questo terreno che dobbiamo misurarci».



