Abbattimento di 215 alberi, gli agronomi: «Serve pianificazione, non interventi emergenziali» | MaremmaOggi Skip to content

Abbattimento di 215 alberi, gli agronomi: «Serve pianificazione, non interventi emergenziali»

Il contributo tecnico-scientifico dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali: «Le risorse destinate al verde urbano sono insufficienti e il regolamento non è stato aggiornato dal 2013»
Il taglio degli alberi in via Alfieri

GROSSETO. Il dibattito sull’abbattimento di oltre 200 alberi nel territorio del Comune di Grosseto continua a generare preoccupazione, proteste e prese di posizione pubbliche. A intervenire è l’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Grosseto, che con un comunicato stampa porta all’attenzione della città una lettura tecnica, scientifica e gestionale della vicenda.

L’Ordine chiarisce di seguire con attenzione il progetto di abbattimento di numerose alberature, sottolineando come il tema della gestione del verde pubblico urbano abbia provocato un forte allarme nella cittadinanza. Un clima di tensione confermato anche dalle iniziative dei comitati cittadini, ampiamente rilanciate dalla stampa locale.

Secondo i professionisti, «è doveroso contribuire al confronto pubblico» fornendo elementi tecnico-scientifici che consentano di valutare le scelte in modo consapevole.

Pianificazione carente e regolamento non aggiornato

Nel comunicato l’Ordine afferma che l’attuale situazione è «il risultato di una pluralità di fattori». Tra questi vengono indicati con chiarezza la mancanza di una pianificazione pluriennale del verde urbano e l’assenza di un sistema strutturato di monitoraggio nel tempo, inseriti all’interno di un regolamento datato e poco aderente alla realtà operativa.

L’attuale regolamento del verde urbano, in vigore dal 2013, fa riferimento al protocollo della Società italiana di arboricoltura, basato sulle “best practices tree risk assessment” del 2011. Uno strumento che, spiegano agronomi e forestali, «era all’avanguardia all’epoca», ma che oggi non riflette più l’evoluzione scientifica e tecnica del settore.

Dalla stabilità dell’albero alla gestione del rischio arboreo

Negli ultimi anni, evidenzia l’Ordine, l’arboricoltura urbana ha conosciuto un’evoluzione molto rapida, superando la sola analisi visiva della stabilità per approdare a una gestione complessiva del rischio arboreo.

Un approccio che considera il contesto di inserimento dell’albero, le dimensioni, il valore ornamentale, la vulnerabilità delle aree circostanti, la presenza di bersagli e le conseguenze di un eventuale cedimento. «L’obiettivo è conservare gli alberi – viene ribadito – contenendo il rischio entro livelli accettabili».

Solo quando il rischio viene valutato come inaccettabile, spiegano i tecnici, si deve procedere con l’abbattimento. In questo senso vengono citati strumenti internazionalmente riconosciuti, come il QTRA e il protocollo Aretè, conformi alla norma UNI ISO 31000, in grado di supportare decisioni basate su dati e criteri scientifici.

Verde urbano, risorse insufficienti e interventi emergenziali

L’Ordine sottolinea come una gestione virtuosa del verde pubblico richieda programmazione pluriennale, monitoraggi regolari e manutenzioni mirate. Tutti aspetti che, in una città come Grosseto caratterizzata da ampie aree verdi e numerose alberature, incidono in modo significativo sul bilancio comunale.

In assenza di uffici strutturati e risorse adeguate, avvertono agronomi e forestali, le conseguenze sono abbattimenti emergenziali, interventi concentrati in tempi ristretti, assenza di progettazione qualificata e capitozzature pesanti, con effetti negativi sulla salute delle piante e sul paesaggio urbano.

Competenze professionali e disponibilità al confronto

Nel documento viene ribadito il ruolo centrale del dottore agronomo e del dottore forestale nella progettazione, gestione e tutela del verde pubblico. L’Ordine segnala inoltre tentativi di sovrapposizione e confusione delle competenze da parte di altre categorie professionali, annunciando la volontà di intervenire «con tutti i mezzi consentiti» a tutela della categoria e della collettività.

In chiusura, l’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Grosseto conferma la piena disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale e con i soggetti coinvolti, per individuare soluzioni tecniche fondate su criteri scientifici aggiornati, anche in coerenza con la normativa europea sul ripristino della natura, capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità della vita urbana.

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